Gocce di veleno - Valeria Benatti

Buongiorno amici lettori.
Oggi torniamo in qualità di #bancarella blogger con la recensione del romanzo di Valeria Benatti, finalista al Premio Bancarella, con la quale concludiamo le recensioni relative alla sestina in gara. La data della premiazione si sta avvicinando e siamo molto curiose di scoprire chi si aggiudicherà l'ambito premio. Ma di questo parleremo più in là, dopo che avremo assistito alla magica serata durante la quale si svolgerà la premiazione, ora vi lasciamo alla recensione di Gocce di veleno. Buona lettura.


TRAMA
Questa è la storia di Claudia, della sua ossessione per Barbablu, del suo tentativo di guarire da un amore malato e pericoloso. La gelosia di lui è eccessiva, le sue minacce reali: "Se mi tradisci, ti ammazzo". Ma Claudia glielo ha sentito dire così tante volte che non ci fa più caso. Non ha paura, pensa che lui si prenda gioco di lei, non crede che possa ucciderla davvero, anche se a Barbablu ogni tanto piace farle scorrere la lama di un coltello sulla pancia, percorrendola tutta, dal pube ai seni. Fino a quando un giorno, all'improvviso, vede negli occhi di lui lampi di odio puro e finalmente si spaventa. A quel punto la storia cambia, diventa un'altra storia, antica, rimossa, che risale indietro nel tempo, fino alle origini del suo male d'amore. Claudia inizia un viaggio doloroso verso la guarigione. Lungo il percorso, i volti caldi di amiche e psicologhe, ma anche lo sguardo freddo di chi rifiuta la verità. Un viaggio che ogni donna dovrebbe affrontare per capire se stessa e superare la propria, piccola o grande, ferita amorosa.
Titolo: Gocce di Veleno
Autore: Valeria Benatti
Editore: Giunti
N.pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2016
ISBN: 9788809819504 

Come dice la sinossi, questa è la storia di Claudia, una donna apparentemente di successo e appagata, ma che ospita un demone dentro di sè.
Claudia è cresciuta a Mantova, in una famiglia tradizionale, con un fratello, una sorella e una vita normale. In quella famiglia Claudia si sente stretta, è la ribelle di casa e appena può sceglie Milano per allontanarsi da aspettative caricate su di lei che sente di non poter attendere, dalla prospettiva di una vita da moglie e mamma inappuntabile. Claudia vede Milano come il luogo delle opportunità e della libertà, ma Milano non può liberarla dalla prigione che porta dentro e nella quale ha rinchiuso la sua anima e ogni prospettiva di futuro. 
La sua appare come una bella vita: un buon lavoro, amici con i quali passare belle serate, amanti ai quali concedersi fugacemente senza mai desiderare legami più profondi. Fino all'incontro con Manfredi.
Un uomo molto più maturo di lei, affascinante e carismatico e dichiaratamente contrario alle relazioni esclusive, ma ossessivamente geloso. Con Manfredi, Claudia prova un coinvolgimento totale e totalizzante. Manfredi invade tutti i pensieri di Claudia e, come il titolo del romanzo esprime perfettamente, instilla goccia dopo goccia un veleno nella sua mente, che la renderà dipendente da lui e dalle sue morbose attenzioni.
Quando è con lui, Claudia si estrania dal suo corpo, subisce minacce e insulti, quasi questo fosse per lei un medicamento tanto amaro quanto necessario e come succede a tutte le donne abusate, dentro di sè ritiene di meritare questo trattamento.

"Ma sono comunque felice che lui si sia liberato, di essere stata il tramite per il suo piacere, il mio corpo serve a questo." 
Fino al momento in cui qualcosa scatta dentro di lei, una piccola scintilla di amore verso se stessa, che innesca una serie di reazioni che la porteranno a entrare dentro il suo animo, a violarsi per portare a galla una verità che aveva sepolto e che le è stata taciuta da chi ne era a conoscenza.
Dopo essersi immersa in un pozzo di dolore e repulsione verso il proprio corpo, con l'aiuto fondamentale del personale di un Centro Antiviolenza, pian piano risale verso la superficie, inizia a respirare aria pulita e a rinascere , una donna nuova e libera di amarsi e di amare.
Questo romanzo dallo stile asciutto e crudo è una sorta di abbraccio, un "ce la puoi fare anche tu, se lo vuoi" a tutte quelle donne che vivono una situazione di oppressione e di violenza (fisica e non) e che rifiutano di guardarsi dentro e di cercare i motivi per i quali si costringono a subire. Ma è dedicato anche a chi ha accanto una sorella o un'amica abusata e maltrattata, una sorta di viaggio all'interno della loro mente e della loro percezione della realtà, per trovare la chiave che le aiuti ad aprire la loro prigione interiore.

CONVERSATION

10 commenti:

  1. Questo libro è un nì. Non so se prenderlo perchè la storia sembra interessante ma da un'altra parte è troppo tetra per i miei gusti. Ci penserò ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La storia è interessante perché più che raccontare l'abuso, racconta il percorso di rinascita, difficile ma positivo. Certo non è una storia leggera.
      Bacio

      Elimina
  2. sono d'accordo con quanto scritto da Patrizia, non so se riuscirei a leggere questo romanzo.
    Per ora sono a tre volumi letti dei finalisti bancarella e chissà chi sarà il vincitore. io la mia preferenze ce l'ho!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ormai manca poco Chicca! Anche noi siamo in trepida attesa, perché in questi mesi abbiamo potuto apprezzare tutti i finalisti in gara e non vediamo l'ora di sentire il grande annuncio.
      Un abbraccio

      Elimina
  3. lo leggerò a breve e sto cercando di prepararmi psicologicamente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È decisamente un libro tosto, ma tratta un argomento importante sul quale non possiamo abbassare la guardia.
      Bacioni

      Elimina
  4. Sono parecchia indecisa su questo libro, il tema non è sicuramente semplice...

    RispondiElimina
  5. Ciao Stefania, recensione perfettamente calibrata e che, nonostante il tema trattato, mi invoglia ancora di più a leggerla.
    Ti chiedo: come stile in sè, è coinvolgente? Alla radio lo si è osannato...
    Buon fine settimana, Marina

    RispondiElimina
  6. Ciao Stefania, recensione perfettamente calibrata e che, nonostante il tema trattato, mi invoglia ancora di più a leggerla.
    Ti chiedo: come stile in sè, è coinvolgente? Alla radio lo si è osannato...
    Buon fine settimana, Marina

    RispondiElimina
  7. Cara Stefania, recensione bellissima!
    Come sai l'ho già letto quindi i nostri pareri sono molto vicini. Quello che è interessante è proprio il percorso di rinascita, di cambiamento, il risvegliarsi di Claudia dal torpore che l'ha condizionata per troppo tempo. Un romanzo difficile. Più ci avviciniamo all'evento e più mi domando come andrà a finire :)

    RispondiElimina

Back
to top