Il prodigio - Emma Donoghue

Trama: Irlanda, seconda metà dell’Ottocento. L’infermiera Lib Wright, una veterana della guerra in Crimea formatasi all’illustre scuola di Florence Nightingale, è appena giunta nelle Irish Midlands dall’Inghilterra. A convocarla è stato un comitato capeggiato dal dottor McBrearty, il medico della Contea. Il caso sottopostole è quanto mai insolito: Anna O’Donnell, una bambina in perfetta salute, afferma di non toccare cibo dal giorno del suo undicesimo compleanno, quattro mesi prima. Un vero e proprio «prodigio vivente», che non manca di attirare stuoli di fedeli da tutto il mondo, impazienti di vedere con i propri occhi la bambina che sostiene di nutrirsi soltanto di manna dal cielo.
Titolo: Il prodigio
Autore: Emma Donoghue
Casa Editrice: Neri Pozza
Anno Pubblicazione: 2017
Pagine: 301
Difficilmente so resistere ad un romanzo ambientato nel 1800, soprattutto se in aggiunta ha una protagonista femminile e un'ambientazione irlandese o inglese.
Sin dalle prima pagine di questo libro sono rimasta invischiata nella storia, come una mosca nella tela di un ragno: la protagonista Lib, una giovane vedova che ha esercitato come infermiera sotto la guida della famosa Florence Nightigale, viene chiamata a svolgere un compito particolarissimo nelle Irish Midlads, lontana da tutto quello che conosce. Deve infatti, avvicendandosi con una suora cattolica, controllare giorno e notte Anna O' Donnel, una bimba in odor di santità che pare stia digiunando da quattro mesi. Lib inizialmente non suscita nel lettore nessun sentimento di simpatia perchè è una donna dura, rigida e supponente, che crede di poter avere il controllo della situazione e di riuscire a smascherare in poco tempo quella che lei, di primo acchito, considera solo una piccola imbrogliona. Inoltre il compito di custode-carceriera le sembra al di sotto delle sue competenza e per rendere colma la misura si aggiunge il fastidio che tutto dell'Irlanda sia superstizione, ignoranza e povertà.
Pagina dopo pagina, in modo lento, ma graduale e in un certo senso inesorabile il lettore inizia con Lib a osservare e a vigilare. Forse Anna O'Donnel è veramente un piccolo prodigio vivente? Forse in fondo Lib indossa una corazza per difendersi da un passato che l'ha ferita? Molte sono le domande senza risposta, i punti interrogativi e le realtà possibili. Il romanzo ha un ritmo che cresce ad ogni pagina e la tensione si fa via via più forte e raggiunge il suo apice quando Anna, all'improvviso, inizia a deperire. Tutti i tentativi di Lib di aiutare la piccola sembrano cadere nel vuoto, come se un destino deciso dall'alto dovesse compiersi, senza ingerenze terrene.  E' a questo punto che ci si rende conto che l'antipatia iniziale verso questa donna non banale e complessa si è trasformata in ammirazione. La scrittrice ha dato vita ad un personaggio dalle molte sfaccettature, a tratti antipatico, ma sempre giusto, generoso e tenace, in grado di perseguire la verità con tutti i mezzi. Non rende conto a Dio, Lib, seppure lo rispetti: rende conto solo al suo senso di giustizia che le impedisce di assistere impotente a quello che sembra un suicidio indotto.
Leggendo ci si sente assaliti da un senso di forte di claustrofobia: lo sconfinato panorama seppur grigio e fangoso di ciò che c'è fuori, non riesce a far evadere le due protagoniste dal clima asfittico che c'è dentro, nella stanzetta in cui Anna sembra lentamente spegnersi nell'accettazione rassegnata dei suoi cari. Al suo capezzale una religione male interpretata, un Dio che non consola, ma punisce e tante, tante intenzioni sbagliate e un affetto malato.
Non ho letto il precedente libro della Donughue "Stanza, letto, armadio, specchio" (che invece Stefi ha recensito qui ), ma ho avuto la percezione che sia riuscita a mantenersi moderna, nel fulcro, anche reinterpretando un romanzo storico per certi versi classico.
I segreti che Lib porterà alla luce avranno l'odore rivoltante di carne andata a male e tuttavia resta ancora un margine di speranza, la possibilità di una rinascita. Se su questa terra o altrove, lascio a voi il piacere di scoprirlo.
Voto 4






 

CONVERSATION

14 commenti:

  1. Mi attira e non mi attira, non so, temo sia tanto cupo per me, nell'incertezza lo metto nel kobo e aspetto il momento giusto :) Bacio.

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  2. La penso come Tessa anche io non so se prenderlo o meno. Mi piace il mistero ma questo lo vedo un po' sopra le righe. Mi sa che lo prenderò però ^_^

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    1. Sei troppo simpatica Patrizia! Non lo prendo, non lo prendo...LO PRENDO!
      ;-)

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  3. Lo leggerò, prima o poi, ma non adesso; il senso di claustrofobia e la tematica non lo rendono particolarmente indicato al periodo.
    Recensione esaustiva, come sempre, grazie Lea ;)

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    1. Non so mica se può piacerti Cecilia...temo che alcune cose potrebbero darti fastidio.

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  4. La Donoghue è molto brava, ma tra una trama che dice troppo (tutto, praticamente) e uno stile freddino, non mi sono affezionato ai protagonisti. Con Room, invece, grande tenerezza. A distanza di un mese, purtroppo, già non lo ricordo più e la cosa mi rattrista. :/

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  5. Lea a anche io amo i romanzi ambientati nel 1800 e in Inghilterra, inoltre leggendo la trama e la tua recensione penso che possa piacermi quindi lo inserisco in lista e poi vedremo...

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    1. Siamo di gusti simili! Non ero sicura di volerlo leggere e poi l'ho finito in due giorni. Mi dava le stesse sensazioni di thriller, in un certo senso.

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  6. Ciao Lea!
    La tua recensione mi è piaciuta moltissimo, e la trama sembra interessante, però temo non sia propriamente il mio genere. Questa volta mi sa che devo passare. :(

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  7. Provo una sorta di attrazione nei confronti dell'ambientazione nel 1800 ed è per questo che il titolo lo segno. Tuttavia non so se la storia in sé faccia al caso mio. Bella recensione, come sempre! Bacio

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    1. Grazie Anna! Sarei proprio curiosa di conoscere un tuo parere in merito. :-)

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