Il senso del dolore - L'inverno del commissario Ricciardi - Maurizio de Giovanni

TRAMA
Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco. Mentre i giorni passano e il vicequestore incalza, timoroso dell’impazienza del regime che da Roma chiede chiarezza ed esige che i colpevoli siano consegnati alla giustizia, la città freme sotto un alone cupo e livido, il risentimento cova nei vicoli e nei bassi, i raggi del sole illuminano a squarci le facciate degli antichi palazzi. Attento alle esigenze dei più deboli, il commissario segue il suo senso di giustizia per dare un nome all’assassino. Cominciano con l’inverno le stagioni di Ricciardi: il cammino al confine tra due mondi di un uomo condannato a guardare e amare da una finestra, interprete del disagio di un luogo sospeso tra luce e ombra.
Titolo: Il senso del dolore - L'inverno del commissario Ricciardi
Autore: Maurizio de Giovanni
Editore: Fandango Libri
N.pagine: 247
Anno di pubblicazione: 2007
ISBN: 9788860440730
Il senso del dolore è quello che accompagna le giornate di Luigi Alfredo Ricciardi, nato Barone con una capacità speciale, "il Fatto" come lo chiama lui, la capacità di vedere i morti di morte violenta nel loro ultimo istante di vita e di accogliere l'ultimo appello delle loro anime.
"Finché sei vivo la morte non c'è, se c'è lei tu non ci sei più"
 
Una dannazione per Ricciardi che non ha via di scampo, è costretto dal destino a condividere la disperazione, i rimpianti e lo scoramento di chi non si rassegna a lasciare questa terra, e decide di mettere questo suo "dono" al servizio della giustizia, diventando prima poliziotto e poi Commissario.
Conosciuto nell'ambiente come uomo burbero e scostante, non ammette interferenze durante le sue indagini. L'unica eccezione è Maione, suo stretto collaboratore, che lo stima e rispetta i suoi silenzi. Il loro rapporto di reciproca fiducia si stringe dopo la morte di Luca, figlio di Maione, anch'egli poliziotto, morto in servizio.
L'unica altra persona alla quale Ricciardi permette una certa confidenza è Rosa, l'anziana tata che lo ha cresciuto da quando è rimasto prematuramente orfano e che spera invano di vedere sistemato.
In una Napoli sferzata da un vento incessante, Ricciardi deve indagare sulla morte di Arnaldo Vezzi, celebre tenore trovato morto nel suo camerino nel Real Teatro San Carlo.
Molte sono le pressioni che Ricciardi riceve per la soluzione di un caso scottante: Vezzi infatti, oltre ad avere amicizie influenti, era tanto grande nel suo talento, quanto piccolo nel suo essere uomo.
Sulla scena del delitto alcuni particolari non collimano con la ricostruzione dei fatti: il sangue imbratta tutto il camerino, tranne un solo cuscino, il cappotto abbandonato sul divano e la sciarpa bianca, immacolata, che giace a terra.
L'indagine si snoda pian piano, fino a far arrivare il lettore ad una conclusione plausibile, salvo poi rivalutare tutto nelle ultime pagine.
De Giovanni ci regala un personaggio per il quale non si può non provare affetto, un trentenne dai penetranti occhi verdi che ogni sera ammira la sua dirimpettaia mentre ricama alla finestra, innamorandosene, ma non trova il coraggio di confessarlo. Un romanzo dalle atmosfere malinconiche, delle quali si sente nostalgia già mentre si gira l'ultima pagina.
Ora non mi resta che conoscere le altre stagioni del commissario Ricciardi, con la speranza che riesca a dichiararsi e a far entrare un po' di sole nella sua vita.
VOTO




CONVERSATION

10 commenti:

  1. Ciao! Ho letto un romanzo di Maurizio De Giovanni, per la serie "I bastardi di Pizzofalcone", e mi è molto piaciuto. Di conseguenza sono veramente incuriosita da questo libro :-)

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    1. De Giovanni sa scrivere decisamente bene e il commissario Ricciardi è uno di quei personaggi che sanno farsi amare, nonostante il loro caratteraccio.
      Ciao Silvia e grazie di essere passata, Stefi

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  2. Credo che De Giovanni sia uno di quegli autori italiani da conoscere assolutamente. Ho letto una raccolta di suoi racconti su fatti di cronaca realmente accaduti ed ho poi acquistato questo romanzo che ancora giace in libreria. Leggendoti, oggi, credo di dovermi muovere a riprenderlo e rispolverarlo. Grazie Stefi!

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    1. Grazie a te Anna, perché io mi sono decisa a conoscere De Giovanni proprio grazie alla tua challenge, e mai decisione fu più azzeccata!
      Un bacio, Stefi

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  3. Devo decidermi pure io a leggerlo. Mi hai fatto venire voglia di conoscerlo ...questo commissario!
    Baci da Lea

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  4. mi piace De Giovanni e trovo Ricciardi un personaggio molto "sofferto". Ho scoperto i suoi libri proprio un giorno in cui ero a Napoli dai miei genitori e sul tg regionale parlavano di lui. Per ora ho letto ancora troppo poco di questo autore, come del resto anche di Fusco ma spero di riuscire a rifarmi prestissimo! :D

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    1. Anch'io mi sono prefissa di conoscere meglio entrambi! Mi piace molto la scrittura di De Giovanni e il modo di caratterizzare i personaggi e di rendere bene l'ambientazione del tempo.
      Bacio, Stefi

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  5. Semplicemente wow! Sto piano piano recuperando tutti i suoi libri e non vedo l'ora di iniziare, tu mi hai invogliata a farlo quanto prima, sia per il personaggio enigmatico che per l'ambientazione...Napoli <3

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    1. Ciao Cuore! Ricciardi conquisterà sicuramente anche te, e Napoli...ho letto questo romanzo subito dopo "Magari domani resto" e sebbene le atmosfere siano molto diverse e i due romanzi siano ambientati in epoche lontane una dall'altra, il fascino di Napoli è il medesimo, non saprei come spiegarlo, ma mi è sembrato di non essere mai andata via.

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