L'estate prima della guerra - Helen Simonson



Trama: È l'estate del 1914 a Rye, un piccolo centro che emerge dalle paludi piatte del Sussex come una magnifica isola di tetti rossi protesa verso il mare. L'arciduca Francesco Ferdinando è stato assassinato a Sarajevo, ma la vita in paese scorre tranquilla. L'eco di quanto accade a Whitehall, la sede londinese del Foreign Office, di solito sonnolenta in quella stagione, e ora brulicante di funzionari affaccendati, politici e generali, giunge decisamente attutita tra le strade della piccola città. Giacca e gonna strette, secondo i dettami della moda, collo lungo e capelli castani delicatamente raccolti sulla nuca, Beatrice Nash sbarca a Rye per prendere possesso dell'incarico di insegnante di latino nel locale ginnasio. I membri dell'amministrazione della scuola, l'arcigna moglie del sindaco, Mrs Fothergill, Lady Agatha Kent, dama in vista del paese che sogna di veder emergere un giorno dei grandi leader dai figli dei contadini con i calzoni corti e le ginocchia sporche, erano pronte ad accogliere "un'insignificante fanciulla", come Lady Marbely si era premurata di assicurare. Grande è dunque la loro sorpresa quando si imbattono in una giovane donna attraente che si è lasciata presto alle spalle la frivolezza dell'infanzia, accompagnando il padre letterato nei suoi numerosi viaggi e, dopo la morte del genitore, decidendosi a vivere del suo lavoro senza convolare a nozze, come impone il costume del tempo a una ragazza orfana.
Titolo: L'estate prima della guerra
Autore: Helen Simonson
Casa Editrice: Neri Pozza
Anno edizione: 2016
Pagine: 541
 
Ultimamente leggo con molta lentezza e non capisco se dipende da me o dai libri che scelgo. Devo ammettere che sono tutte letture impegnative o tomi corposi e non vengo travolta dalla smania di arrivare alla fine. Leggo lentamente, quasi come un esercizio quotidiano e direi che questa assenza di passione mi porta a considerare con maggior lucidità quanto assimilo. Anche per questo romanzo, come per il libro di Fontana, la bellezza si è svelata dopo la metà del libro, ma non perché diventi all'improvviso migliore o appassionante, piuttosto perché sono stata pervasa, un po' alla volta, dall'armonia dell'insieme. Da questo libro mi aspettavo grandi cose, perché la precedente opera della Simonson "Una passione tranquilla" mi era piaciuto molto e aveva tutti gli ingredienti ai quali non so resistere (ambientazione inglese, ironia, sentimenti,  protagonisti non giovani e ipocrisie messe sotto la lente del microscopio). Con "L'estate prima della guerra" l'autrice si mette alla prova con un romanzo storico e a mio parere la supera brillantemente. E' un romanzo corale in cui, almeno apparentemente, buoni e cattivi si distinguono sin dalle prime pagine. Il lettore (se poi è una lettrice ancor di più) solidarizza sin da subito con Miss Beatrice Nash, una giovane donna che deve affidarsi al proprio lavoro di insegnante per provvedere al proprio sostentamento. Con lei ci si interroga su temi fondamentali di inizio secolo (e attuali ancora adesso) quali la questione femminile, la disparità di trattamento riservata ad uomini e donne e la necessità per le donne di svincolarsi dal controllo parentale, di essere libere e indipendenti. In tutte le situazioni presentate nel libro, anche quelle più crude, sembra valga la massima "Niente panico, siamo inglesi". Nessuna scenata, solo strategie mirate, volte a non soccombere, ma mantenendo sempre la compostezza, intesa anche come valore, come modo per opporsi al caos.
Questa compostezza permea la volitiva Miss Agatha Kent e il nipote Hugh, prossimo a diventare chiriurgo quanto desideroso di innamorarsi della figlia del suo mentore, tanto per avere la strada spianata e un lavoro sicuro. Unica "mina impazzita" in questa distesa di autocontrollo britannico è l'altro nipote di Agatha ossia Daniel, amico forse troppo intimo di un giovane Lord e desideroso di intraprendere, contro ogni previsione logica, la carriera di poeta.
Assisteremo alla partita a scacchi dei personaggi fino a 3/4 del libro e poi irromperà la guerra a vanificare ogni cosa. Una pennellata di falso decoro non basterà a nascondere la follia e l'orrore, come non sarà sufficiente la fermezza a scongiurare la barbarie.
L'autrice premierà chi ha saputo mantenersi saldo nei propositi e nel temperamento: alle spalle di  Hugh e Beatrice mi è sembrato di vedere sorridere la Elinor di Ragione e Sentimento.
Interessanti le poche scene della guerra di trincea descritte dalla Simonson: nessuna guerra è tanto crudele quanto quella che viene descritta, silenziosa e subdola, tra gli appartenenti allo stesso schieramento. Invidie, rancori e conflitti di classe innescano una situazione che mi ha lasciata senza parole. Un caos che viene subito ricomposto e rialaborato, fino a renderlo sopportabile, ma non meno doloroso.
Menzione speciale ad uno dei personaggi del libro: lo scrittore Mr. Tillingham. Emblematico e non del tutto intelligibile.
Non vi svelo di più, ma vi consiglio di dedicare alcune ore alla lettura di questo libro: ne sarete arricchiti.
Voto: 4





CONVERSATION

15 commenti:

  1. Bella recensione, scritta bene, ma questo libro sembra essere una palla. Scusa la franchezza.
    Credo tu sia incappata in quel genere di libri che sono capolavori dal punto di vista della storia che viene narrata, ben argomentati e descritti, ecc., ma lunghi e quasi sempre tragici e drammatici oltre ogni sopportazione.
    Mi ricordano molto i mattoni di letteratura classica russa (Tolstoj, Puškin) che mio padre mi affibbiava per punizione quando le combinavo troppo grosse.
    Mi spiace, io passo.
    Ciao Lea.

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    1. Non ti dispiacere Ivano! Il libro non è una palla, ma è adatto agli amanti di Jane Austen e ai fedeli alla saga dei Cazalet. Mi pare che i metodi punitivi di tuo padre fossero abbastanza pesanti ;-)
      Al prossimo libro.

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  2. La recensione è molto interessante ma non ho compreso se è una lettura un po' pesante oppure non attira perchè non c'è brio o, proprio non riuscivi tu a concentrarti sulla lettura. Perchè il libro è un bel tomo e quindi vorrei essere sicura di non prendere un mattone ^_^

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    1. Ciao Patrizia, il brio è tutto inglese. Il libro è bello, ma deve piacere il genere. Se ami Jane Austen sei sulla buona strada, se dopo gli anni della leggerezza hai iniziato subito il tempo dell' attesa ancora meglio....in caso contrario lascia perdere oppure prendilo in prestito dalla biblioteca e se ti annoi lo lasci a metà (ma il meglio viene alla fine!!!)
      Un saluto

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  3. L'ambientazione è più o meno la stessa dei Cazalet, quindi lo segno ma non lo recupererò a breve, per non farmi venire a noia il periodo. Invece "Una passione tranquilla" potrei leggerlo prima. :)

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    1. Una passione tranquilla è delizioso Cecilia. Te lo consiglio senza riserve.
      Un bacio

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  4. Emergo dalla mia tana! aspettavo questa recensione, perchè, come sai, il romanzo è in WL. Lo leggerò sicuramente e ti farò sapere (come sai ultimamente le storie ambientate in questo periodo mi hanno un po' deluso, speriamo in bene).
    Un bacio, da lontano che sono infetta!

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    1. Non vedo l' ora di conoscere il tuo parere. Servirà anche a me per una prova del nove.

      Guarisci presto!

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  5. Mia cara Lea, finalmente sono tutta tua.
    Rileggere adesso, a tarda sera, la tua recensione (ebbene sì, attesissima), dopo averla gustata stamattina per colazione insieme a una fetta di pandoro, è come spacchettare di nuovo, da capo, un regalo speciale.
    Già dalla frase d'apertura hai toccato il tasto giusto: anch'io ultimamente non riesco a lasciarmi assorbire dalla pagina, le letture le centellino e divento particolarmente critica. Per fortuna però ho trovato anche un'inattesa oasi di pace a Borgo Propizio.
    "L'estate prima della guerra", questo romanzo io lo attendo a braccia aperte: mi sono bastate le tue parole per figurarmi il modo in cui l'eleganza della penna di Helen Simonson farà di tutto questo una storia precisa, che, spero, saprà conquistarmi anche questa volta. Non vedo l'ora di poterne riparlare con te con la consapevolezza della lettura.
    Ora ti lascio perché si è fatto veramente tardi e più che un commento mi è venuta fuori una lettera (forse la prossima volta faccio meglio a inviarti una mail!).
    Un bacio a te e buona notte!

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    1. Cara Rosa,
      è sempre bellissimo leggere i tuoi commenti così intrisi di dolcezza e passione. Quella fetta di pandoro, un giorno, vorrei mangiarla insieme a te!
      Buone letture.

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    2. Per quel giorno allora ti prometto anche una partita a Scarabeo. Anche se sono secoli che non tiro fuori la scatola e sono abbastanza arrugginita quanto a gioco.

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  6. Non sapevo niente di questo libro e di questa autrice, ma sembra avere proprio tutti gli ingredienti che mi fanno apprezzare una storia. Segno subito tra i libri da leggere!

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    1. Ciao! Spero proprio possa essere una bella scoperta. Leggo molti libri di questo tipo e anche la casa editrice è una garanzia.
      Un saluto

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  7. Il tuo consiglio finale mi induce a ripensarci...Non che la tua recensione non sia esaustiva, anzi, è che so più o meno cosa leggerò prossimamente e questo non rientra tra i miei desideri attuali. Tu sei bravissima anche a farmi cambiare idea quindi aggiungo il titolo in wishlist.
    È anche vero che leggere tomi importanti rallenta i ritmi, (io già sono lenta quindi immagina, da mani nei capelli), ma non è forse vero che ti senti appagata, soddisfatta e ricca a fine lettura? Io ho imparato ad affrontare i libri con pacatezza, tranquillità e anche lentezza per assaporare tutto ciò che hanno da dare. Un abbraccio cara Lea :-)

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    1. Ciao Cuore, secondo me è una bella lettura che sono felice di aver portato a termine. Ora aspetto il parere delle mia lettrice preferita: una signora che frequenta la biblioteca e alla quale passo tutti i libri che mi sono piaciuti. La mia prova del nove, diciamo.
      In fondo, anche se leggiamo lentamente, non è il percorso che è importante? Sono sicura che la pensi come me.
      un bacio da lea

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