Un terremoto a Borgo Propizio - Loredana Limone

TRAMA: A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte. Cose belle, il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte. Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica… 
Titolo: Un terremoto a Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Editore: TEA
N.Pagine: 387
Anno di  pubblicazione: 2016
ISBN: 978-8850243273

Eccomi qui, anch'io giunta all'appuntamento con il terzo romanzo che racconta la vita di Borgo Propizio, il posto in cui vorrei vivere da quando l'ho conosciuto attraverso il primo libro di questa saga. Come già ho detto nelle recensioni dei romanzi precedenti, il protagonista di queste storie è proprio il Borgo, che tra le sue strade ospita la vita e le vicissitudini di molti personaggi meravigliosi.
Ritroviamo quindi, oltre naturalmente al Borgo, anche Mariolina sposata al suo Ruggero, Marietta che ha smesso i panni dell'eterna zitella per vestire quelli più scomodi di fidanzata "di facciata" del sindaco Felice Rondinella, il quale ha bisogno di tacitare le voci di paese (peraltro fondate) che lo sanno preferire compagnie più testosteroniche. Ci sono poi Claudia e Cesare, coniugi ritrovatisi dopo una crisi e la figlia Belinda che alterna alle scaramucce amorose con Francesco, la conduzione insieme a zia Letizia, della famosa latteria del paese. E ritroviamo tutta una serie di personaggi mirabilmente descritti: il sibilante arrotino, lo spinoso elettricista, la sdrucita sartina, la querula maestra.
La vita prosegue tra alti e bassi, ma il Borgo verrà messo a dura prova da un evento tanto imprevisto quanto sconvolgente: un terremoto di forte magnitudo che devasterà tutta la parte storica del rinato Borgo. Anche la latteria di Belinda, fiore all'occhiello dell'economia borghigiana, nonchè l'elemento che aveva dato il via alla rinascita del Borgo stesso, ne verrà completamente distrutta.

"...il borgo giaceva ferito, violato, flagellato; sfregiato, straziato, spezzato; dissanguato, scannato, scarnificato. Smarrito."

E insieme al Borgo, quasi fosse l'anima che abita anche i suoi borghigiani, il terremoto provocherà scosse e danni anche agli equilibri creati, ai rapporti consolidati e alla stabilità emotiva dei vari personaggi. Ognuno di loro si troverà a fare un bilancio della propria vita e delle proprie scelte e la terra tremerà anche nei loro cuori, oltre che sotto ai loro piedi. Decisioni importanti andranno prese e alle volte riviste.
Il terremoto causerà anche delle vittime, sette per la precisione, ma durante la conta si aggiungerà un'ottava vittima, l'assessore Tranquillo Conforti, morto però  per mano umana. E il commissario Saltalamacchia dovrà scovare l'assassino. 
Come nei precedenti romanzi, anche in questo terzo episodio ho ritrovato gli elementi che mi hanno fatto amare la scrittura di Loredana Limone: il romanticismo, una punta di giallo e la capacità di descrivere la vita di tutti i giorni rendendomi partecipe e facendomi sentire a mia volta di casa.
Riusciranno i borghigiani a trovare la forza di rimettersi in piedi e ridare nuova vita al loro e nostro amato Borgo? Le battute finali ci fanno respirare aria di speranza e di rinascita, e io aspetto con ansia l'uscita del quarto capitolo (che pare sia imminente) per sapere come se la caveranno questa volta i "miei concittadini".

"L'amore dà molti diritti. Il diritto di amare, naturalmente, e il diritto di non amare più, che è il rovescio della stessa medaglia, e a volte può essere doloroso tanto per chi lo esercita che per chi lo subisce; il diritto di restare e quello di andare. Poi il diritto di dimenticare, e questo è il più bello. Infine il diritto di ricordare, il più crudele..."
VOTO:

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6 commenti:

  1. E ora non ci resta che aspettare il quarto! Benvenuta nel club del Muretto di Loredana!

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    1. Tu porti gli sfinci? Io ho pronto caffé e tisana

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  2. Ottima recensione che condivido.
    La sensazione di essere di casa l'ho provata anche io!
    Ho conosciuto il Borgo proprio grazie a voi e ne sono davvero entusiasta <3

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    1. Grazie Sabrina!
      Sono felice che il Borgo abbia nuovi borghigiani. Faccio posto anche a te sul muretto, in attesa del quarto?
      Un bacione, Stefi

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  3. Cara Stefi, io sono ferma al primo capitolo, dovrei leggere il secondo. E' vero che mi piace centellinare le letture delle saghe però la tua recensione mi ha messo addosso il desiderio di tornare presto, anzi prestissimo, al Borgo. Dovrò farci un salto! Un bacio

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    1. Recuperali quanto prima, Anna! Fra pochi mesi esce il quarto capitolo...poi in questo gli scossoni ci sono anche per i protagonisti, non solo per la loro terra!

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