Le tartarughe tornano sempre - Enzo Gianmaria Napolillo - (Il pensiero di Stefi)

TRAMA: Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell’azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell’acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo.
Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra.
Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L’isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell’estate e amore sincero, corse in spiaggia e lanterne di carta lanciate nel vento in una notte stellata. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza.
Giulia e Salvatore ora ne sono sicuri. L'isola è di chi rimane e di chi arriva. Non di chi se ne va. Non di chi dimentica.
Titolo: Le tartarughe tornano sempre
Autore: Enzo Gianmaria Napolillo
Editore: Feltrinelli
N.Pagine: 224
ISBN: 9788807031243  
Ci sono libri che ti conquistano, che ti entrano nel cuore, alcuni pian pianino, altri con prepotenza. Per alcuni le parole escono fluide e mettere i pensieri su carta è compito facile, per altri le parole sono talmente tante che girano nella testa, si accavallano e sgomitano per uscire.
Questo libro fa parte di quest'ultima categoria, quindi ce la metterò tutta per raccontarvi cosa mi ha suscitato e spero di riuscire a trasmettervi quanto più possibile di quello che mi è passato dagli occhi ed entrato nel cuore, e lì è rimasto (so già che non riuscirò a dire tutto...)
La storia è quella di Salvatore e Giulia, lui isolano, lei figlia di un isolano che ha cercato fortuna al nord e ogni anno ritorna all'isola per le vacanze con la famiglia.
Salvatore e Giulia, prima compagni di giochi, si scoprono innamorati e alternano le estati di corse a mozzafiato e tramonti da riempire gli occhi e il cuore a lunghi inverni di lontananza, interrotta solo dalle lettere che si scambiano in attesa di potersi riabbracciare e reimpossessarsi dell'altra parte, quella che li completa e permette loro di respirare e vivere pienamente. 

"Il loro alfabeto, fonte e miniera di qualsiasi legame."

Fino all'estate in cui un tragico avvenimento sovverte tutti gli equilibri: un barcone carico di migranti naufraga sulle coste dell'isola e Salvatore e Giulia si trovano impreparati ad assistere allo spettacolo della morte, quella fisica di molte persone, e la morte della speranza in un futuro possibile, se non migliore.

"Sul volto un'ombra porta via l'infanzia e l'adolescenza. Nessuno li aveva preparati alla morte." 

Da quel momento ogni equilibrio si romperà, quello dei due ragazzi che ne trarranno forza e determinazione, ma troveranno anche ostacoli che li faranno inciampare, cadere e rialzare più e più volte, e quello di una terra che nella sua apertura all'accoglimento troverà risposte di chiusura e abbandono.

"Un paese che si scorda di essere stato un popolo migrante non ha futuro nè passato."
Questo è un libro che racconta l'amore, nelle sue svariate accezioni e sfumature. 
L'amore puro di due bambini che crescono attraversando mille vicissitudini, incontrandosi, allontanandosi, abbracciandosi nuovamente, sempre custodendo intatto dentro di loro quel sentimento.
L'amore carnale, forte e indissolubile per la propria terra, quella che ti ha partorito così come sei, mettendo dentro di te un pezzettino di radice che niente potrà estirpare.
L'amore universale per il proprio fratello, di qualunque razza, colore, lingua esso sia.
L'amore di un genitore per il proprio figlio, quello semplice e schietto dei genitori di Salvatore, fatto di sugo al pomodoro fresco e pacche sulle spalle, e quello più nascosto, più difficile da esprimere, del padre di Giulia che si concretizza in un futuro scritto e sicuro, anche se non desiderato. 
L'amore negato, non corrisposto, di Alida, l'amica di Salvatore che vorrebbe essere qualcosa in più, ma che pur di vederlo felice baratta la sua felicità.
Napolillo non tratta un tema semplice, ma lo fa con garbo e poesia, ci parla di fatti tragici semplicemente raccontando, mai urlando, e mettendo il lettore di fronte ad una realtà ormai talmente abusata da risultare quasi "normale", ma che mostrata attraverso gli occhi di due ragazzi spensierati e innamorati, prorompe in tutto il suo orrore.

"Male e bene non hanno distinzioni così nette, ... non esistono un noi e un loro, ma solo persone."

Alla fine, nei ringraziamenti, l'autore ringrazia chi sta leggendo. Io mi sento di ringraziare lui, dal profondo del cuore, per averci regalato questa storia e per aver cercato, con gentilezza, di scuotere gli animi. Il mio l'ha scosso di sicuro.
VOTO 





CONVERSATION

10 commenti:

  1. E niente... io ho pianto! Hai colto l'essenza di questo romanzo come poche altre persone sono state in grado di fare. Hai capito, secondo me, tutto ciò che Napolillo voleva raccontarci attraverso gli occhi di due ragazzi: un mondo doloroso e difficile. Questo è uno di quei libri che avrebbe bisogno di mille recensioni da parte di ognuno di noi perché non si riesce mai a racchiudere in una sola ciò che ci viene trasmesso. Eppure tu sei riuscita a far piangere anche me (se ridi ti sputo!)

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    1. Sicuramente hai ragione sul fatto che una recensione non basta, a meno di non farla chilometrica. Ho cercato di esprimere quello che più mi è arrivato e mi ha colpita ma ci sarebbe mooolto altro da dire. Intanto ti dico grazie per avermelo regalato e per le belle parole... e ora vado a ridere con l'ombrello aperto!

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  2. Bellissima recensione, è un libro che ho iniziato in un momento "no", che ho lasciato, ma che sono sicura riprenderò in mano. Mi hai dato un motivo in più per farlo.

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    1. Grazie Tessa. Questo è un libro che sicuramente va letto, ma nella giusta predisposizione d'animo.
      Un abbraccio

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  3. Questa recensione è meravigliosa! Il romanzo l'ho appuntato tempo fa in WL ma non ho trovato ancora il coraggio di leggerlo. Sì, il coraggio. Perché so per certo che sarà una storia che mi strazierà e che non mi permetterà di gestire il peso delle emozioni. Allo stesso tempo spero di predisporre il mio animo quanto prima. Baci!

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    1. Grazie mille, Anna!
      Durante la lettura ho pianto spesso, ma non lo definirei un romanzo straziante, ma molto, molto intenso. Attendo di sapere cosa ne penserai, quanto sarà giunto per te il suo momento.
      Un abbraccio

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  4. E' piaciuto molto anche a me. Ne ho anche letto uno stralcio in occasione di una maratona di lettura e mi sono commossa!
    Buon Natale e buone letture!

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    1. E' un libro che mi ha veramente toccata e credo che se dovessi leggerlo ad alta voce mi commuoverei molto anch'io.
      Buone feste e buone letture anche a te!
      Stefi

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  5. Eccomi finalmente a leggere con piacere il tuo pensiero positivo e delicato su questo libro che merita fino all'ultimo elogio. Un vero lettore non può non godere della bellezza di questa storia e della verità che custodisce. Trovo questo autore così umano, aspetto con ansia il suo nuovo lavoro. Un abbraccio e complimenti per la recensione sentita.

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    1. Ti ringrazio, Cuore, e non nego che non è stata una recensione facile da scrivere per le molte emozioni che questo libro mi ha fatto provare. E anch'io aspetto con impazienza il suo prossimo lavoro.
      Un abbraccio, Stefi

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