Una giornata al Bookcity di una blogger a metà

Eccomi finalmente a raccontarvi il mio Bookcity. Eh sì, perché a me piacciono le imprese disperate, quindi anziché mettere nero su bianco le mie impressioni a caldo, ho lasciato passare una settimana e sbiadire i ricordi, per poi cimentarmi  a ritrovare tutto in quel marasma che è la mia testa. La domanda è: perché scegliere di scalare il K2 quando puoi tranquillamente passeggiare in collina? Perché sono minchiona, ecco perché...
Non aspettatevi però il resoconto professionale di una giornata da bookblogger, quanto piuttosto il racconto di una gita in famiglia, perché è con questo spirito che ho vissuto la mia giornata a Milano.
Avevamo ipotizzato di organizzare la gita delle DueLettrici, poi purtroppo Lea ha avuto degli intoppi e la gita era saltata. Fino all'ultimo momento non ero certa di riuscire ad andarci da sola, poi Santo e Benedetto (che sarebbe poi il martire che mi ha sposata) mi ha detto: "Ma sì dai! Andiamoci insieme". Secondo voi me lo sono fatta ripetere?
Perciò, armati di crackers e bottigliette varie manco dovessimo attraversare la Pianura Padana a piedi, di buonora io, Santo e figlia siamo saliti in macchina e sfidando le simpatiche nebbie ci siamo diretti verso Milano.
Inizialmente l'obiettivo era raggiungere l'Area Scavi della Borsa per le 12.00, per poter assistere alla Tavola Rotonda sull'Editoria al femminile alla quale, tra le altre, partecipavano la #semprepiùvippa Laura Libridinosa e Alice Basso (che volevo assolutamente conoscere!); ma qualche giorno prima la suddetta #semprepiùvippa mi ha fatto notare che alle 11,00 alla Triennale ci sarebbe stato l'incontro con Manzini. Ora, con tutto l'affetto e la simpatia che io possa provare per le donnine su menzionate, ormonalmente parlando la scelta non sussiste. Quindi, dopo un tragitto in metro, siamo approdati nelle vicinanze alle 11,00 già suonate. Scapicollandoci tra i viali del Parco Sempione, giocando a cavallina con i millemila cani che ci attraversavano fulmineamente la strada e dopo qualche salto alla corda con i guinzagli attaccati ai padroni, siamo finalmente arrivati alle porte della sala. Dalle facce delle signorine che regolavano gli accessi in sala ho dedotto che il nostro aspetto era simile a quello di un asmatico dopo una maratona di cinque chilometri, quindi abbiamo preso posto in fondo alla sala gremita di persone e sputacchiando qualche pezzo di polmone abbiamo assistito ad un incontro meraviglioso. Confermo le impressioni di Laura: Manzini E' Rocco Schiavone! Ha raccontato la genesi e lo sviluppo del suo personaggio, la fatica di scrivere della vita romana di Rocco con Marina in 7/7/2007 e ci ha tenuto una lezione sull'uso dello "sticazzi", che a detta sua al nord è stato decontestualizzato. Perciò, nordici in lettura, prendete appunti: "Se uno vi dice - Ho comprato la Maserati - la risposta non sarà - Sticazzi! - ma - Me cojoni! - " (se lo ha detto Manzini, posso scriverlo nel blog, vero?). Sticazzi è la contrattura del "Non me ne importa nulla!". Dopo questa istruttiva lezione ha raccontato di non essere mai andato sul set della fiction perché temeva di dover intervenire in continuazione e perché per lui andare sul set è una rottura di coglioni dell'ottavo grado.
A fine incontro non c'è stato molto spazio per le domande, perciò la domanda che mi stava sul gozzo da quando sono partita gliela ho rivolta durante il firmacopie "Perché Sacile del Friuli è il male assoluto per Rocco?". Dovete sapere che noi abitiamo a cinque chilometri da Sacile, cittadina molto bella e pittoresca, e l'ho fatto presente a Manzini, il quale mi ha risposto "Lo so che Sacile è bellissima, l'ho scoperto a 40 anni! Ma Sacile non è il male per Rocco, solo una minaccia che rivolge occasionalmente a Pierron, perché quando esisteva ancora il servizio militare, per i romani Sacile era la destinazione più lontana e non tornavano più a casa fino alla fine del servizio, se non addirittura si fermavano a viverci.". Ok, Manzini sei perdonato, ma se nel prossimo romanzo facessi fare a Rocco una gita a Sacile, sarebbe un buon modo di fare ammenda. Ho approfittato anche per fargli firmare una copia dedicata agli utenti della biblioteca dove lavora Lea. Inutile dire che per tutto il tempo avevo gli occhi a cuoricino (nella versione meno poetica, cercavo di contenere le bave...)
Da lì ci siamo scapicollati verso Piazza Affari, facilmente distinguibile da un bel dito medio gigante (amenità milanesi...), per raggiungere la  #semprepiùvippa ad incontro ormai purtroppo terminato. Scambiati baci e abbracci con tutta la famiglia Libridinosa, ho finalmente potuto conoscere la famosa Ropolo del blog La lettrice sulle nuvole stalker ufficiale di Laura, la vulcanica Alice Basso, la Corcagnani, Noemi...diciamo che sembrava di stare dentro Blogger! e ho potuto anche riabbracciare Francesca Rodella, detta Santa e Benedetta.
Terminati i convenevoli, siamo andati a mangiare un panino che sogno ancora oggi, da tanto era buono ed essendo in compagnia di una che posta quotidianamente cioccolate con panna e dolci da farti andare in iperglicemia solo a guardarli, potevamo non chiudere con un bel cannolo siciliano? Fortunatamente avevamo ancora parecchia strada da fare a piedi, potendo così smaltire tutte le calorie ingurgitate.
Dopo aver recuperato Alice Basso e Monica Coppola alla Feltrinelli, abbiamo letteralmente galoppato fino al locale La Colubrina che ospitava la presentazione di Viola Vertigini e Vaniglia, il romanzo di Monica. Durante il tragitto ho potuto fare due chiacchiere con Monica ed Alice, due donnine deliziose, di una simpatia e carineria che mi hanno decisamente colpita. La presentazione era condotta nientemeno che dalla #semprepiùvippa Laura Failla che si è dimostrata simpatica, spigliata e molto professionale, decisamente diversa dalla minchiona con la quale chatto durante il giorno.
Durante la presentazione ci ha raggiunte anche Chiara (la Ropolo) che arrivava da un altro incontro tenutosi dall'altra parte di Milano...se vi dico che le sue guance illuminavano un raggio di tre metri, credetemi, non esagero!
Terminata la presentazione per noi purtroppo si era fatta l'ora di rientrare, quindi dopo un altro giro di abbracci e di saluti ci siamo incamminati sotto la pioggia verso la metropolitana in compagnia di Chiara, con la quale abbiamo scambiato le ultime chiacchiere.
La cosa che ho maggiormente apprezzato di questa domenica, oltre al piacere di stare con delle splendide persone, è stata vedere con quale naturalezza mia figlia undicenne si aggirasse tra quegli ambienti, respirasse un'aria che io ritengo vitale e poter dare un volto ed un corpo alla carta stampata. E' un privilegio che io avrei tanto voluto avere da bambina e che sono felice di concedere a lei. Spero che questo in qualche modo renda migliore la sua vita.
Ringrazio tutte le persone che mi hanno reso speciale questa giornata: Alice, Monica, Chiara, Davide, Stefano e naturalmente la mia amica minchiona, Laura, insieme all'altra minchiona Laura (sarà il nome a votarle alla minchionaggine? Eppure io non mi chiamo Laura...) e a Lea che pur non essendoci fisicamente erano con noi in ogni momento della giornata. Vi voglio bene, sorelle!
P.S. Ovviamente il mio ringraziamento più grande va a Santo e Benedetto e a mia figlia che mi accompagnano ovunque io pensi di andare!


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9 commenti:

  1. è stata una giornata indimenticabile, davvero! E tua figlia, la piccina, promette proprio bene, nonostante la somiglianza (non con te eh)! Mi ha fatto veramente piacere conoscerti dal vivo, anche se mi sembrava che ci fossimo viste il giorno prima.
    PS anche io me lo sogno ancora quel panino...

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    1. La piccina, povera stella, ha un fardello pesaaaaaaante da portare! Hihihihi! Confermo la sensazione di ritrovarsi tra amiche di lunga data, anche se non ci eravamo mai viste prima. Da ripetere quanto prima, recuperando le assenti!
      Un bacio grande

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  2. Savve!!! Che posso dire che mi manchi un sacco? Ecco, basta, adesso piango... ciao

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    1. Ho fatto piangere La Libridinosa!!! Dove si ritira il premio?
      Manchi anche tu, comunque...

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  3. Mia mezza mela dove te ne vai sola soletta???? Però sono strafelice per te.
    un bacione da Lea

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    1. Eh, vado dove doveva andare la mela intera...ma non ero sola, mi sono portata tutto il presepe! 😜

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    2. La prossima volta tutte insieme! Capito?

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  4. Hai capito cosa insegna la scuola Manzini!
    Comunque sappi che ho trovato un nuovo nome alquanto altisonante per te: Stefania dalla Lingua Fluente. Che ne dici?

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    1. Eh, alla scuola Manzini farei volentieri un master!
      In quanto al nome non ho capito se è un complimento...che io srotoli spesso e volentieri la lingua per sparare una marea di minchiate è cosa risaputa, però!
      Un bacione, dolce Rosa

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