La logica del lupo - Alex Lake


TRAMA
Julia Crowne, avvocato divorzista, un matrimonio giunto ormai al capolinea, un’esistenza divisa tra l’essere una brava madre e una valente professionista, è alla guida della sua Volkswagen Golf diretta alla scuola della figlia. È in ritardo. L’incontro tra una sua assistita e la controparte si è protratto più del previsto, e Julia immagina già con ansia lo sguardo severo e seccato con cui la maestra di Anna, la sua bambina, l’accoglierà all’uscita della scuola. Minuta, capelli scuri, zainetto di Dora l’esploratrice sulle spalle e scarpette di pelle nera ai piedi, Anna varca i cancelli dell’istituto con i compagni e si guarda intorno in cerca di sua madre. Qualcuno la osserva. Qualcuno che dapprima si chiede come si possa essere così negligenti da lasciare sola una bimba di cinque anni, e poi agisce con risolutezza. Rapisce la bimba, la porta via con la logica di chi non si pone problemi riguardo a cosa è giusto o ingiusto, con la logica… del lupo che sbrana l’agnello senza alcun rimorso.
Trascorreranno ore angosciose in cui la polizia brancolerà nel buio e la tensione tra Juliae suo marito Brian, alimentata da rivelazioni scottanti sulla vita privata della giovane donna, rivelazioni misteriosamente pervenute alla stampa, giungerà a un punto di non ritorno. Finché un giorno non ricomparirà la piccola Anna, senza alcun segno di violenza addosso, senza ricordo del tempo della sua sparizione, se non la vaga memoria di una grande casa delle bambole in cui le parrà di aver dormito. Una ricomparsa inspiegabile per la logica comune, ma non per quella di un lupo, e dei suoi scopi perversi e crudeli.
Titolo: La logica del lupo
Autore: Alex Lake
Casa Editrice: Neri Pozza
Anno Pubblicazione: 2016
N. Pagine: 400
ISBN:  978-88545-1394-5





Appena vista la segnalazione di questa nuova uscita di Neri Pozza ho pensato "Devo leggerlo!": thriller psicologico, MIO!, Editore Neri Pozza, MIO!, copertina come sempre suggestiva, MIO,  MIO, MIO! Ma  mica tutti i lupi possono avere il pelo splendente...ecco, questo è proprio un lupo spelacchiato, imbranato e con una logica...vabbè avete capito. Una grande delusione, che ora andrò ad argomentarvi.
La storia inizia quando Julia, avvocato divorzista, arriva in ritardo di mezz'ora a ritirare da scuola la figlia di cinque anni, Anna, non riuscendo nemmeno ad avvisare la direzione perché il telefono è completamente scarico. Durante il tragitto in macchina , il cellulare si ricarica e Julia riesce a lasciare un messaggio di scuse alla segreteria dicendo di essere in arrivo. Giunta ai cancelli, la segretaria della scuola la richiama, dicendo testuali parole: 
"Signora Crowne, ho paura che ci sia stato un malinteso. Anna non è qui. Speravamo fosse con lei."
SPERAVAMO?!?!?!?!?  Ora, io sono madre, e per di più mia figlia si chiama Anna. Ringraziando chiunque in cielo e in terra non mi è mai capitata una disgrazia simile, ma se in tali circostanze avessero dato a me una risposta del genere, la cancellata della scuola avrebbe avuto un nuovo gargoyle appeso con le sembianze della segretaria. Invece Julia che fa? Si prostra in mille scuse per essere arrivata in ritardo e parte, a piedi, alla ricerca della figlia sentendosi tremendamente in colpa per il ritardo ed addossandosi tutte le responsabilità della sparizione. E siamo solo alle prime venti pagine.
Per tutta la prima parte del libro assistiamo alle elucubrazioni mentali di Julia, che ci vengono spiegate in lungo e in largo dall'autore, ai battibecchi con il marito Brian, uno smidollato succube di una madre oppressiva e castrante, alle indagini di un ispettore di polizia che comunica con loro quasi esclusivamente al telefono (neanche avessero perso un cane) e ai deliri di onnipotenza di questa suocera che guarda tutti dall'alto come fossero cacchine di mosche, figlio compreso. Ogni tanto veniamo messi a parte dei pensieri del rapitore che si ritiene una sorta di giustiziere e dai quali si evince che il suo scopo principale è colpire proprio Julia.
Questa prima parte si svolge come altri millemila thriller americani che mi è capitato di leggere negli anni, ai quali ormai mi avvicino sempre con molta diffidenza. Ma alla fine della prima parte, il colpo di scena: la bambina viene restituita senza che le sia stato torto un capello e senza la minima memoria di quanto le sia successo, a causa dei farmaci che il rapitore le ha somministrato proprio per questo scopo. E qui mi sono detta: "Ora c'è la svolta! Vedrai che ora arriva la parte succulenta!" 
Maddechè? Qui inizia la picchiata verso il basso, anche se, vista l'altezza da cui partivamo, non ci facciamo troppo male. La seconda parte dovrebbe essere quella in cui il pathos aumenta e non si vede l'ora di scoprire chi è il rapitore...peccato io l'avessi capito già intorno alla chiusura della prima parte, cosa che mi ha reso la lettura ancora più fastidiosa. Il tutto, sommato ad una protagonista senza carattere, per la quale, pur sforzandomi, non sono riuscita a provare un minimo di empatia e ad alcuni episodi narrati verso la fine del libro che sono credibili quanto una mia conversione al triathlon.
In conclusione: se non avete alte aspettative e vi piacciono i thriller prevedibili e senza colpi di scena, leggetelo pure. Altrimenti, se vi piacciono i lupi, buttatevi su Cappuccetto Rosso: almeno non avrete spiacevoli sorprese. Io invece mi butto sul vicequestore Rocco Schiavone, certa di trovare consolazione!

 VOTO



CONVERSATION

17 commenti:

  1. Tu sai che io questo libro lo avevo pure chiesto e, dalla tua recensione, e da esperienze precedenti, mi sa che ho capito che la Neri Pozza non è garanzia in fatto di thriller. Ora smetto di essere seria e torno a ridere come una matta per tutto ciò che hai scritto!!!

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    1. Eh! So anche cosa mi hai augurato quando ho iniziato a leggerlo...te possino! Una cosa ho imparato, che quando mandi le jatture tu, bisogna stare attenti!
      Ciao carogna del mio cuore,
      Bacci

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  2. No, non mi ispirava prima, figuriamoci ora che ho letto la tua recensione. Meglio Cappuccetto Rosso, sia mai che il lupo se la pappa e tanti saluti! ;)

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    1. Ciao nobildonna che festeggia oggi il genetliaco! Dovremmo attrezzarci per eliminare anche i cacciatori, che quelli non si fanno mai i fatti loro.
      Baci

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  3. Mi ispirava molto ma aspettavo qualche parere, non lo depenno però scende nella lista di letture. Ciao Stefi, grazie 😊

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    1. Ciao Cecilia. A favore di questo libro, posso dire che non è scritto male, per i miei gusti però la storia proprio non regge.
      Se deciderai di leggerlo, correrò a sbirciare il tuo pensiero.
      Grazie a te, bacioni

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  4. In quanto a thriller, con tutto il bene che le voglio, la Neri Pozza è messa peggio della Newton Compton. Non lo volevo leggere prima, figuriamoci ora. :)

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    1. Eeeeeh Mick, ho sperato si trattasse della classica eccezione che conferma la regola, invece ciccia! La prossima volta aspetterò che qualcun altro faccia da cavia.

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  5. ihihih, però mi piacerebbe vederti fare triathlon, ti farei pure il tifo! Per il libro lascio perdere anche se la tua recensione mi è piaciuta veramente tanto!

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    1. Grazie Chiara, ma per il triathlon è meglio che tu ti rivolga a qualcun altro...

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  6. Sto ancora ridendo; recensione davvero ottima, molto convincente: il libro non lo leggerò! baci.

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    1. Almeno qualcosa di buono ne è venuto da questo libro...hihihi. Bacioni Tessa!

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  7. Mannaggia....meno male che non l'ho chiesto, comunque i thriller mi respingono ultimamente. Però la descrizione della cancellata a forma di segretaria è fantastica!!!! Ahahah

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    1. Ciao Cuore!
      Io sono sempre alla ricerca del thriller che mi faccia entusiasmare, prima o poi ne troverò uno, spero.
      Grazie per esserci sempre, un bacio
      Stefi

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    2. Grazie a voi lettrici quasi perfette <3

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  8. Stirare no... dai! Magari caricare la lavastoviglie (poi fa tutto lei)!
    A parte gli scherzi, troppo simpatica la taua recensione e... mi terrò alla larga da questo libro ;-)

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    1. Grazie Stefania!
      Trova qualsiasi cosa, che ti impegni il meno possibile, ma questo libro, se puoi evitalo!
      Un bacio, Stefi

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