L'effetto Susan - Peter Hoeg


Trama: Susan Svendsen è una scienziata che si occupa di fisica quantistica, suo marito Laban un compositore affermato, assieme ai loro due gemelli adolescenti sono la Great Danish Family: la famiglia danese perfetta, ambasciatori culturali dell'Unesco, un simbolo per l'intera nazione. Durante un viaggio in India, però, la fotografia meravigliosa va in frantumi. Gli Svendsen sono accusati di una serie di reati, vengono divisi, rischiano di finire nella rete corrotta della giustizia indiana. Miracolosamente un funzionario danese riesce a tirare fuori Susan di prigione e a riportarli tutti in Danimarca. Ma la salvezza, e l'immunità dal processo indiano, hanno un prezzo.
«Cosa faresti per riavere i tuoi figli?» «Qualunque cosa» risponde Susan. E così sarà.
Le viene affidata una missione senza alternative: in una Copenaghen probabile e irreale, deve rintracciare i membri della misteriosa Commissione per il Futuro e il verbale della loro ultima riunione. Perché Susan? Perché lei ha un dono, far dire la verità a chiunque incontri. La partita è più pericolosa di quello che Susan poteva immaginare e la sua ricerca si trasforma presto in una lotta contro il tempo per scoprire gli indizi di un piano – forse mondiale – destinato a mettere in salvo solo pochi eletti prima di una imminente catastrofe planetaria.

Titolo: L'effetto Susan
Autore: Peter Hoeg
Casa Editrice: Mondadori
Anno edizione: 2016
Pagine: 333


Recensione: Il fascino di questo libro risiede in gran parte in quello che non si capisce mentre lo si sta leggendo: suggestioni, fatti solo accennati, situazioni pregresse e koan da risolvere. Ma in definitiva di cosa parla? Su ibs viene definito thriller preapocalittico. Termine interessante, ma non ci svela molto sulla storia. E quale sarebbe l'effetto Susan del titolo? Semplicemente che la protagonista ha un talento particolare e riesce ad indurre le persone ad essere sincere con lei. Sa creare con l'interlocutore un potente effetto empatico. Non un superpotere dunque, ma un talento.
Per le prime 50 pagine ero disorientata perchè non capivo nulla del grande intrigo nel quale si trovava invischiata la famiglia di Susan, ma questo era secondario perchè ero stregata, come se l'autore avesse trovato un modo per amplificare l'effetto, facendolo uscire dal libro, per ipnotizzare il lettore. Susan è un personaggio fuori dagli schemi. Susan è Susan. Sono rimasta spiazzata dal suo modo di essere e di pensare: 
"Gli uomini...Sono croccanti. Come mele. Mi è difficile lasciarli in pace. Poi c'è il caos"
La sua famiglia è strana quanto lei: ci vengono presentati nelle prime pagine come reduci (anzi direi sopravvissuti) da un'avventura in India dove ognuno di loro si è cacciato nei guai, trasgredendo la legge in modo diverso. Per poter restare in Danimarca e non dover tornare in prigione in India devono rintracciare i membri di una strana commissione, la Commissione per il futuro. Il thriller preapocalittico diventa un inconsueto thriller familiare. Questo è insolito ed originale e nascosti dentro ai temi futuribili affiorano le questioni, molto più realistiche,  che da sempre tormentano le donne. Ad esempio chi deve gestire i figli e la casa e vivere di corsa, sospesa tra ambizioni lavorative e sensi di colpa? E chi invece può recitare a fare il genitore solo la domenica o nei giorni liberi? Non rispondete: è una domanda assolutamente retorica, anche in Danimarca.
Il thriller dopo le prime 50 pagine avanza velocemente: i membri della commissione muoiono ad una velocità impressionante e in un modo molto fantasioso e Susan e famiglia sono contemporaneamente prede e cacciatori in una Copenaghen poco turistica.
Il problema di questo romanzo è che una trama tanto complessa richiedeva un finale all'altezza. Hoeg non supera la prova. Chiuso il libro ho pensato che fosse una mezza presa in giro, come le ultime puntate di Lost o (anni e anni fa) di Twin Peaks, ma ripensandoci in fondo posso dire "pazienza". Questo libro presenta personaggi originali, scene e dialoghi difficili da dimenticare  e suggerisce un diverso utilizzo dell'avvitatore (leggete e rabbrividite). Non è stato tempo buttato, ma di sicuro mi aspettavo qualcosa di più. L'indicibile non dovrebbe mai essere nominato per preservare il suo fascino.
Per il thriller attribuirei un due, ma considerata l'originalità del personaggio di Susan, penso che un tre possa essere un buon compromesso.
Attendo i commenti di chi lo ha letto per un confronto di opinioni. Per chi invece ancora non conosce questo autore, rimando al fascino del suo primo libro "Il senso di Smilla per la neve" che complessivamente era più bilanciato.


P.S. Dimenticavo. Per capire che cosa fosse un koan mi sono fatta aiutare da Wikipedia! (La terra è un ambiente ostile, non se ne esce vivi! Alberto Salza)








CONVERSATION

16 commenti:

  1. L'ho letto tutto d'un fiato!!! L'empatia di Susan mi ha sconvolta... e tutto tutto mi e' piaciuto, tranne la fine! :(

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    1. Concordo con te Sonia!!!un bacione da Lea

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  2. Mumble, mumble, le ultime puntate di Lost e twin peakss? forse non fa per me, mi arrabbierei troppo! mi sa che questa volta passo! bacio

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    1. Nn ho reso un buon servizio a questo libro, ma ho scritto le mie impressioni. Penso che sia "perdibile".
      Baci lea

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  3. mmmmmmm, anni fa ho letto il senso di Smilla per la neve e mi ricordo ancora la fatica che ho fatto. Non fa per me proprio l'autore credo. Quando poi il finale non è degno, non si capisce nulla durante la lettura, meglio se passo.

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    1. Se hai trovato noioso pure Smilla ti conviene lasciar perdere. ;-)

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  4. Ciao Lea! Non conoscevo questo romanzo...sembra interessante, la tua recensione è stata molto chiara ma in questo momento ho bisogno di letture "chiare" non enigmatiche, grazie comunque per averne parlato è sempre stimolante conoscere nuovi orizzonti!

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    1. Questo libro e la chiarezza sono agli antipodi. :)

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  5. Questa volta passo, a pelle non credo che questa Susan mi piacerebbe. Ciao Lea ;)

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    1. A te non piacerebbe, ma gli uomini la trovano irresistibile. D' altra parte per lei sono come mele! ;-)

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  6. In effetti Susan mi attira anche solo leggendo te...ma il finale e la trama complicata...se poi ci metti che ho tante tante letture che voglio affrontare, mi tocca passare. Bacione cara Lea

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    1. Come ho scritto sopra è "perdibile", ma due o tre cose relative a Susan sarebbero da raccontare.
      Bacio

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  7. devo dire di essere d'accordo sia con Cecilia che con Cuore, anche io per ora passo. chissà che in seguito non mi possa decidere a leggerlo!

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  8. Uhm ... mi sa che un pensiero ce lo posso fare. De "Il senso di Smilla per la neve" ho visto solo il film e già da lì ti rendi conto che c'è qualcosa di poco convenzionale, solo che non sono riuscita a capire se questa non-convenzionalità fa per me. In ogni caso prima o poi uno di questi autori nordici lo voglio affrontare.

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    1. Ciao cara Rosa, un assaggio fa sempre bene. Altrimenti nn puoi sapere se ti piace. E considera che Hoeg è rimasto delussissimo dal film.
      Buona serata.
      Un caro saluto da Lea

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