Le solite sospette - John Niven

TRAMA
Quando Susan - a causa dei vizi nascosti del marito - si ritrova vedova e con la casa pignorata, insieme ad alcune amiche decide di compiere una rapina. Contro ogni probabilità, il colpo va a buon fine, e alle «cattive ragazze» non resta che raggiungere la Costa Azzurra, riciclare il denaro e sparire. Nulla che possa spaventarle, dopo tutto hanno piú di un motivo per riuscire nella loro impresa: andare in crociera e fuggire il brodino dell'ospizio.

«A John Niven riesce la magia di essere sacrilego e umanissimo insieme».
Ian Rankin, The Observer

«John Niven è uno spasso assoluto».
Irvine Welsh




Titolo Le solite sospette
Autore John Niven
Traduttore  M.Rossari
N° pagine 346
Anno di  pubblicazione 2016
Editore Einaudi - Stile libero Big
SBN-13  978-8806230548

In questo periodo, come lettrice sto vivendo una sorta di crisi: vorrei leggere un sacco di libri ma non trovo la concentrazione necessaria per seguire la lettura, quindi sento la necessità di letture divertenti e coinvolgenti ma non troppo impegnative.
Perciò quando ho iniziato questo libro mi aspettavo risate e leggerezza, ma non è stato proprio del tutto così. Anzi, all'inizio Niven ci fa la presentazione delle quattro protagoniste: Susan, Julie, Jill e la mitica Ethel. Quattro donne non più nel fiore degli anni che motivi per ridere e far ridere non ne hanno proprio, ognuna si porta dietro un bagaglio doloroso e ognuna ha più di un motivo valido per sognare un finale diverso da quanto si prospetti nella loro vita.
Susan, moglie sessantenne di un barboso commercialista che cerca nel teatro amatoriale una boccata d'ossigeno nel piattume delle sue giornate; Julie, sua coetanea e amica di gioventù, ex femme fatale che dopo una serie di scelte infelici si ritrova a far da inserviente in un ospizio; Ethel, una "viveuse" negli anni della sua giovinezza, che alla soglia dei novant'anni si ritrova a vivere nell'ospizio dove lavora Julie costretta su una sedia a rotelle a causa della sua obesità; e Jill, settantenne nonna di un bimbo gravemente malato che necessita di costosissime cure mediche, profondamente religiosa.
La vicenda prende il via dalla morte del barboso commercialista avvenuta in circostanze alquanto bizzarre: il suo cadavere viene infatti ritrovato in una sorta di "paradiso del pervertito" circondato da foto e attrezzi che poco hanno a che vedere con la nobile arte contabile, letteralmente impalato.
Da questo momento la vita di Susan viene completamente stravolta: non solo scopre che il marito conduceva una doppia vita, ma anche che il suddetto "paradiso" era di proprietà del marito e cointestato a lei, che la sua vita economicamente tranquilla era una finzione e si ritrova vedova, sommersa dai debiti e senza più neanche una casa in cui stare. L'alternativa è andare a vivere dal figlio, con una nuora che non la ama alla follìa.
Quando, accompagnata dall'amica Julie, si reca in banca a chiedere un prestito e viene schernita dal bancario, la fiamma della vendetta si accende in lei e dopo una serata di bevute organizza una rapina ai danni proprio di quella banca, coinvolgendo anche Ethel e Jill. Questo improbabile quartetto si rivolge a Stimmate, un ottantenne ex deliquente che si propone come autista. Peccato che sul più bello abbia un vuoto di memoria e lasci le signore a sbrogliarsela da sole.
Qui  prende il via una serie di rocambolesche avventure che hanno dell'esilarante e vedono le donzelle in fuga, inseguite fino in Francia dal detective Boscombe, di fantozziana memoria, al quale capiteranno le peggiori disavventure.
Tante risate quindi, ma anche momenti di tenerezza, per esempio quando le fuggiasche incontrano sul loro cammino Vanessa, una quindicenne fuggita di casa per raggranellare due soldi che le possano permettere di studiare, nella quale Julie si rivede, riaprendo vecchie ferite mai completamente sanate, e che decide di prendere sotto la sua ala protettiva.
Certamente alcune situazioni sono un tantino forzate e ho notato un eccesso di volgarità inutile, almeno nella prima parte, ma in generale è stata una lettura piacevole che ha svolto al meglio la sua funzione di "spezzacrisi".
VOTO




CONVERSATION

22 commenti:

  1. A me ha fatto ridere molto!!!

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    1. Anche a me ha fatto ridere parecchio, ma mi ha anche portata a riflettere. Un buon risultato, direi
      Baci, Stefi

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  2. Il libro più divertente che abbia mai letto!!

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    1. In effetti ci sono alcuni episodi che mi hanno divertita un sacco!
      Un strucon, Stefi

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  3. ciao, questo è un autore che vorrei leggere e non ho ancora fatto. Di solito mi piace chi mi fa pensare mentre mi fa sorridere, ma hai ragione, deve essere il momento giusto. Mi segno comunque il titolo, mi incuriosisce tanto

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    1. Sicuramente è un autore irriverente e dissacrante. E ogni tanto ci sta!
      Bacione grande alla nostra "reporter"
      Bacci

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  4. Ben vengano le letture spazza-crisi! Mi segno il romanzo per i miei prossimi momenti di down letterario :)
    Baci.

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    1. Brava Tessa. Questo è uno di quei libri che ti strappano una risata e fanno trascorrere momenti piacevoli, da tenere per l'evenienza, come il Moment.
      Bacioni, Stefi

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  5. L'ho visto molto in giro questo libro, mi attira la parte della fuga, ma un po' spaventa l'inizio, tra il volgarotto e il tristanzuolo... uhm, io me lo segno e magari arriverà il suo momento! ;)

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    1. Allora, passate le prime 50/70 pagine dove ci vengono presentate le tristi esistenze delle quattro protagoniste c'è veramente da ridere. Il volgarotto invece è peculiarità dell'autore, lo ritrovi in tutto il libro, ma nella seconda parte è decisamente meno forzato.
      Un abbraccio, Bacci

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  6. Dello stesso Niven conosco (ma mai letto) "A volte ritorno" che è già in sé "costituzionalmente" dissacrante. "Le solite sospette" ... non so, è vero che vecchiette ringalluzzite ne ho viste nei film, ma mai nei libri, però qualcosa mi dice che si può fare di meglio.
    La tua recensione, però me la sono proprio gustata fino all'osso!

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    1. Grazie Rosa! Sicuramente non è uno di quei libri "imperdibili", ma mi ha fatto fare due risate e soprattutto mi ha reso piacevole un momento di lentezza nelle letture.
      "A volte ritorno" non so se faccia per me, forse un po' troppo dissacrante.

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  7. Niven bleah... Ops! Che ho esagerato? Vabbè, si è capito: non mi piace questo autore, quindi passo tranquillamente!

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    1. Diciamo che non rientra tra i miei autori preferiti, ma l'ho letto con piacere. Non mi scapicollo a recuperare altro, però.

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  8. Ciao Stefania!
    Avevo sentito parlare di questo libro e l'avevo messo in lista.
    è parecchio diverso rispetto ai miei gusti letterari ma vorrei dargli una possibilità! :)

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    1. Ciao Jasmine!
      In effetti non rientra a pieno nemmeno nelle mie consuete letture, ma ogni tanto una fuga da casa è rinvigorente.
      Bacioni

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  9. mi sembra troppo bello questo libro!
    Comunque sono arrivata al tuo blog per caso, ci ho fatto un giro veloce e mi è piaciuto molto, infatti mi sono subito aggiunta ai tuoi lettori fissi!
    Un bacio, Luisa

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  10. Ciao Luisa e benvenuta nel nostro angolino!
    Un abbraccio e a presto,
    Stefi e Lea

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Allora, scrivere e camminare è un disastro, ci riprovo.
    Mi sembra di capire che cercavi leggerezza, cosa che io non ricerco mai nei libri, ma hai trovato una trama che ti ha fatto ridere, ma ti ha sottoposto a diversi disagi delle protagoniste. Le difficoltà e la malinconia mi piacciono nelle storie, mi hai incuriosita :-)

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    1. Ciao Cuore!
      Come tu faccia a leggere e scrivere mentre cammini resterà un mistero irrisolto per me ;)
      Diciamo che ho iniziato questo libro aspettandomi tante risate (che non sono certo mancate) perché in quel momento avevo necessità di una lettura che non mi coinvolgesse troppo emotivamente, in realtà non è stato così del tutto (forse perché io mi lascio coinvolgere troppo facilmente? Forse...). In realtà ho apprezzato molto anche la parte in cui vengono presentate le tristi esistenze delle protagoniste.
      Un bacione, Stefi

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    2. Stefy ti capisco, io quando leggo, do un bel calcio nel sedere alla razionalità e mi tuffo nella storia tutta intera!

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