Non lasciarmi - Kazuo Ishiguro










Titolo Non lasciarmi
AutoreKazuo Ishiguro
Traduttore - P.Novarese
N° pagine - 291
Data pubblicazione - 23 ottobre 2007
Editore –  Einaudi - Super ET
SBN-13:  978-880619043



TRAMA
Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole "donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita

RECENSIONE
Ho terminato questa lettura qualche giorno fa, ma finora non ero riuscita a concretizzare i miei pensieri.
Kazuo Ishiguro usa una narrazione asciutta, priva di coinvolgimento emotivo, ma stilisticamente perfetta.
Durante la lettura molti sono stati i pensieri che affollavano la mia mente, di quello più ricorrente vi parlerò fra poco, mentre il secondo interrogativo che mi sorgeva spesso era "perché l'autore accompagna il lettore attraverso luoghi e situazioni evitando di descrivere emozioni e di conseguenza suscitarne?". La risposta che mi sono data è che altrimenti sarebbe stato impossibile raccontare l'oscenità della situazione che i protagonisti vivono, la freddezza è l'unica via.
Ciononostante le emozioni arrivano al lettore nell'assistere allo svolgersi della vita dei tre protagonisti: Kathy, Ruth e Tommy.
Li conosciamo bambini, ospitati in una sorta di collegio, Hailsham, nel quale vivono fino all'età di 16 anni: partecipano alle lezioni, praticano sport, intrecciano legami, sotto la direzione di Miss Emily , una donnina imponente pur nella sua scarna fisicità, l'effettivo ruolo della quale scopriremo a fine racconto, rabbrividendo.
Ad Hailsham viene dato particolare rilievo al lato creativo degli allievi, incoraggiandoli a produrre opere figurative, piuttosto che letterarie, le più notevoli delle quali verranno esposte in una fantomatica "Galleria" (che nessuno ha mai visto) di proprietà di Madame, un'altra figura enigmatica che occasionalmente fa loro visita per prelevare le opere, evitando accuratamente il contatto con i bambini. 

 "Madame aveva paura di noi nello stesso modo in cui qualcuno potrebbe aver paura dei ragni"

Le vicende vengono narrate dalla voce di Kathy, la quale ci racconta del suo rapporto con Ruth e Tommy. 
Ruth è un personaggio odioso nel suo egocentrismo, che agli occhi di Kathy ha un duplice aspetto: è la compagna che in pubblico bada solo a sentirsi considerata anche a costo di ignorare gli amici, ma è anche l'amica che la sera scambia confidenze con lei nella sua stanza.
Tommy invece è l'amico che diventa il ragazzo di Ruth pur coltivando un affetto particolare per lei;  è l'amico saggio che trova sempre una spiegazione logica anche alle situazioni più incomprensibili.
Assistiamo al loro trasferimento ai "Cottage" dove trascorreranno la loro adolescenza in preparazione di ciò che dovranno affrontare in età adulta.
E quando il lettore realizza il motivo per cui questi ragazzi vengono "allevati" non può che inorridire.
E qui vi svelo qual'è l'interrogativo che mi ha tormentata per tutte le 291 pagine di questo romanzo: "Perchè nessuno si ribella? Perchè nessuno mai tenta di fuggire e sottrarsi al proprio destino?".
Una risposta non c'è, oppure io non sono riuscita a trovarla, ho trovato solo rassegnazione e passiva accettazione. Questo è il motivo per cui durante la lettura ho provato spesso un senso di forte rabbia, che appena si è sedimentata ha lasciato spazio ad una profonda tristezza, ma non quella tristezza che mi fa versare una lacrima, una tristezza che mi è entrata sottopelle, mi ha avvolta e mi accompagna ogni volta che ripenso a quelle pagine, a quelle vite.
Con l'augurio sincero che mai si arrivi a realizzare una follìa simile, anche se l'ipotesi potrebbe non essere così remota, ora andrò a cercare il film di Mark Rovanek tratto da questo libro, del quale ho sentito parlare molto bene.
Stefi 
VOTO                   

CONVERSATION

17 commenti:

  1. Di Ishiguro ho letto solo "Quel che resta del giorno". Questo romanzo qui non mi ha mai ispirata troppo. Dopo questa recensione non so se leggerlo oppure, magari, recuperare soltanto il film. Ciao!

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    1. Ciao Cecilia
      Secondo me vale la pena anche solo per lo stile con cui è scritto. Certo l'argomento è tosto.

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  2. Non so se mi piacerebbe leggere questo romanzo... mi sa di no

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    1. Ciao Patrizia
      Certo, devi trovare il momento giusto per questa lettura, se non ti ispira passa oltre: con tanti libri a disposizione abbiamo solo l'imbarazzo della scelta!

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  3. Ho visto il film, e poi non ho avuto il coraggio di affrontare il romanzo. Troppo cupo, per me. Magari un giorno...

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    1. Ciao Tessa
      Io il film ancora non l'ho visto, ma conto di recuperarlo appena possibile, anche perchè mi incuriosisce molto vedere come hanno trasposto una narrazione così asciutta.

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    2. Io l' ho visto e merita, ma mio marito si è addormentato. Ah ah ah
      Lea

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  4. è almeno un anno che ho comprato il libro e che lo guardo. Ho paura. C'è anche il film? No, devo prima leggere il libro

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    1. Ciao Chiara,
      Io di norma leggo sempre prima il libro. Non direi che devi esserne intimorita, ma prepararti ad un infusione di tristezza, sì.
      Un bacio

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  5. E' un libro che mi incuriosisce da tempo.. prima o poi lo leggerò ;)

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    1. Se lo leggerai, apprezzerai sicuramente la Scrittura, con la S maiuscola.
      Un abbraccio

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  6. Ciao!!
    Io non ho letto il libro, ma anni fa ho visto il film. Allora non sapeve che fosse tratto da un romanzo.
    Posso dire però che ho provato quello che hai sentito tu: una rabbia assurda davanti all'impotenza dei protagonisti.
    E anche nel film non traspariva alcuna emozione...
    in definitiva è stato triste e frustrante! :/

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    1. Ciao Jasmine.
      Ecco, quello che mi chiedevo era proprio questo: se anche nel film si percepisse la stessa atmosfera distaccata del libro e a quanto dici pare di sì. Curiosa di vederlo, ora ancor di più

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  7. Stefi, questo libro proprio non mi convince!
    Sono contenta di aver letto la tua recensione, per una volta la WL è salva ed il mio portafogli ti ringrazia :)
    Un abbraccio!

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  8. Ho letto questa recensione un po di giorni fa ma solo ora riesco a lasciare un commento...questo è uno di quei romanzi che ho paura di leggere, perché? Non so come inquadrarlo, non mi convince tanto, ecco è uno di qui libri che non so...lo leggo, non lo leggo, per ora lo lascio andare ma grazie di averlo recensito, mi fa piacere leggere opinioni su romanzi non proprio di ultima uscita! Un abbraccio, Rosa

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    1. Grazie Rosa
      questo è un libro che se non me lo fossi trovato tra le mani forse non avrei considerato, ma ora sono contenta di averlo letto.
      Un bacio, Stefi

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