Aspettando Bojangles - Olivier Bourdeaut









Titolo Apettando Bojangles
Autore - Olivier Bourdeaut
Traduttore -  Roberto Boi

N° pagine - 141
Data pubblicazione - 14 aprile 2016
Editore –  Neri Pozza
SBN-13:   978-8854512436

TRAMA



Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest'abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou... Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou... la madre. Di lei, suo marito dice che da del tu alle stelle, ma in realtà da del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento. Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.

RECENSIONE 
Questo è un romanzo di cui non mi è facile parlare perché nella sua brevità mi ha suscitato talmente tante sensazioni da rendermi difficoltoso il metterle in ordine.
Aspettando Bojangles è la storia di un rapporto che agli occhi del mondo risulta "malato": un uomo posato, razionale che si innamora di una donna che dentro di sè ne racchiude molte, tanto da aver necessità di cambiar nome ogni giorno, che un momento è allegra e l'attimo dopo si fa sopraffare dalla malinconia. Quest'uomo decide di legare la sua vita a questa donna e quando lei esprime il desiderio di avere un figlio non pensa a che qualità di vita potrà dare a questo nuovo individuo, ma decide di assecondare questo desiderio.
Ed è proprio il figlio di questa coppia a raccontarci la loro vita sopra le righe.
La vita di una famiglia perennemente in festa, che non ha nulla di convenzionale, nemmeno l'animale domestico, una Damigella di Numidia, un uccello esotico, chiamato Damigella Superflua che la madre porta a spasso imbrigliata in un collare di perle, e a chi la guarda stupita risponde
 "Peli o piume che differenza fa?"
Ed è proprio questo il succo della storia: chi ha stabilito che si può vivere solo conformandosi alle consuetudini che sono state stabilite da chissà chi e chissà quando; dove sta scritto che non si possa essere felici anche contravvenendo alle regole cosiddette sociali?
Così questo bambino cresce frequentando la scuola a singhiozzo perché quando c'è da da partire per vedere i mandorli fiorire, si parte, anche se la scuola non è terminata. E quando le insegnanti fanno presente che un bambino non può vivere in quel modo, questi genitori rispondono ritirando il bambino da scuola e diventando loro i suoi insegnanti:
E così
 "Per la matematica mi riempivano di anelli, braccialetti e collane e me le facevano contare: erano le addizioni. Poi mi facevano togliere tutto fino alle mutande per le sottrazioni. ...
...Imparavo i verbi sulla punta delle dita ballando volentieri le coreografie del passato prossimo e del congiuntivo. 
La sera infine gli leggevo le storie che avevamo inventato e poi scritto su un foglio durante la giornata, oppure gli facevo il riassunto delle storie già scritte dai grandi autori classici"
Purtroppo gli equilibri non si reggono sugli eccessi e questa famiglia si scontrerà con questa dura realtà.
Un romanzo delicato, raccontato con leggerezza anche nei suoi momenti forti, che mi ha fatta riflettere sul desiderio che spesso sento di evadere dalle convenzioni e sulla necessità di racchiudere queste evasioni tra parentesi ben definite di "normalità".
Una lettura che consiglio a tutti coloro i quali pensano, come me, che ci sia bisogno di momenti di "sana follìa" nella loro vita, a patto che non diventino la loro normalità.
Stefi
VOTO

CONVERSATION

26 commenti:

  1. Io ci ho pianto da morire su questo libro, cullata dalle note di Nina Simone...Credo che entrerà tra i dieci più belli del 2016.

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    1. Ciao Cuore, bentornata!
      Ci ho pianto anch'io, soprattutto alla fine...decisamente una storia che rimane nel cuore, anche se va capita.
      Baci

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  2. Wow... già la recensione mi fa smuovere qualcosa dentro! Segno!

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  3. Mi dispiace essere un po' una voce fuori dal coro ma a me questo libro non è piaciuto: mi ha lasciato soprattutto tanta rabbia e tristezza perchè ho detestato, davvero detestato i personaggi adulti che lo popolano. I due genitori, l'amico del padre... indubbiamente l'autore ha una bella penna e scrive bene, anche se sono poche le cose che accadono in questo libro ed è più un susseguirsi di pensieri ed episodi a volte poco incisivi e narrati superficialmente, ma i personaggi di cui sopra mi hanno irritato e infastidito, nel loro egoismo profondo, soprattutto il padre, fino all'atto finale che è l'apoteosi della sua indifferenza nei confronti di suo figlio. La condiscendenza con cui l'autore guarda a questi due tre adulti, presentandoci come auspicabile e desiderabile la loro vita e per di più con gli occhi di chi quella vita la subisce, mi ha profondamente delusa. Non ho visto nessuna empatia verso gli altri, solo un'esaltazione di sé stessi e di quello che si ha e si desidera conservare a tutti i costi: la frase in cui il padre "finalmente le offre il bambino che ogni mattina lei gli chiedeva" mi ha fatto venire i brividi.

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    1. Io non penso che l'autore volesse presentarci la loro vita come desiderabile, ma dare una visione di una vita "diversa" dall'interno. Pur non condividendo le scelte di quest'uomo e trovandole anch'io egoistiche, l'ho letto con gli occhi di chi queste vicende le ha vissute e ho apprezzato il poterle in qualche modo capire (anche se la scelta finale mi ha colpita come un pugno allo stomaco):
      La voce fuori dal coro ci sta, perché le letture toccano ognuno di noi in modo diverso.
      Un bacio

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  4. Non ho letto il libro ma dalla recensione ho capito che la penso come Eva P. mi sa tanto di voler essere anticonformisti per forza e molto molto egoisti. Non so se lo prenderò ma è più un no che sì

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    1. Se ti suscita queste sensazioni già solo la recensione, non leggerlo. E' decisamente una storia non convenzionale, ma non va letta con l'intenzione di proiettarla su di sè. Anche se, per certi versi, ho desiderato avere un pochino della loro follìa e del loro coraggio nel viverla...chissà magari un po' matta lo sono davvero ;)

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  5. Ciao Stefy, questo breve romanzo me lo ha prestato la Libridinosa e spero di dargli una possibilità il più presto possibile. Io mi sento "sanamente folle" quindi, forse potrebbe piacermi, vedremo!! per ora ti abbraccio

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    1. Ciao Babina!
      Secondo me apprezzerai la sua follìa, ma soprattutto la sua poesia.
      Fammi sapere!
      Un abbraccio grande grande anche a te

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    1. Ciao Mick!
      Anche per me è stata una lettura breve ma intensa, molto.

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  7. Non devo leggere la recensione prima di aver letto il libro!
    Non devo leggere la recensione prima di aver letto il libro!
    Non devo leggere la recensione prima di aver letto il libro!
    E niente, l'ho letta e adesso ho ancora più voglia di leggerlo

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    1. Spero ti potrà piacere, perché è una storia decisamente non convenzionale.
      Sono curiosa di sapere cosa ne pensi
      Bacio

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  8. La delicatezza di questa storia, i sentimenti che mi ha suscitato... una storia indimenticabile per tanti versi!

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    1. Concordo in pieno con te!
      E questa cosa mi fa paura!

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  9. E' in WL, devo leggerlo, anche perchè sull'argomento sono combattuta! grazie della bella recensione. Si percepisce l'emozione che ti ha trasmesso!

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    1. Grazie a te, Tessa!
      Secondo me questo libro potrebbe piacerti ed emozionarti.
      Un bacio

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  10. ma che belle parole Stefi. Argomento che mi coinvolge molto, anche a livello personale, l'avevo adocchiato in un'altra recensione e l'ho regalato a mia mamma che l'ha amato moltissimo. Lo leggerò sicuramente

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    1. Grazie Chiara.
      Che bella cosa che tu condivida la tua passione con tua mamma. Leggilo ed emozionati
      Un abbraccio

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  11. Ciao! Volevo dirvi che vi ho nominate per 2 book tag che ho trovato molto simpatici. Spero che vorrete dire la vostra!
    Li trovate sul mio blog : lanostrapassionenonmuore.blogspot.it .
    Grazie ed a presto :-)

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    1. Ciao Silvia, grazie per averci nominate.
      Corro a sbirciare, ciao!
      Stefi

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  12. Che dire? Recensioni come questa mi fanno venire voglia di correre in libreria!! Anzi, quasi quasi corrooooooo :) Bacioni!

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    1. Ciao Anna!
      Hai preso fiato? Ma soprattutto, hai portato il collare di perle per Damigella Superflua? Non penserai di portartela a casa con un collare dozzinale...
      Bacioni, Stefi

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