Quelle belle ragazze - Karin Slaughter

Trama: Claire e Lydia sono sorelle che non si parlano da più di vent'anni. I loro rapporti si sono interrotti quando Claire ha deciso di sposare Paul, affermato architetto, e di diventare la sua sofisticata moglie trofeo. Lydia, invece, è una madre single, ha una storia con un ex detenuto, e fatica ad arrivare alla fine del mese. Nessuna delle due è riuscita a superare la tragedia che ha colpito la loro famiglia quando Julia, la sorella maggiore, è scomparsa senza lasciare tracce, e la notizia che un'altra ragazza, anche lei giovane e bellissima, è sparita nel nulla in circostanze molto simili, di colpo riporta nelle loro vite tutto l'orrore e lo strazio del passato. Come se non bastasse, pochi giorni dopo Paul viene ucciso. Che legame c'è tra la scomparsa di un'adolescente e l'omicidio di un uomo di mezza età a quasi venticinque anni di distanza? Accantonata la reciproca diffidenza, le due sorelle si alleano per dissotterrare i segreti che hanno distrutto le loro vite, finendo per scoprire una scioccante verità dove meno se l'aspettano.

Titolo: Quelle belle ragazze
Autore: Karin Slaughter
Casa Editrice: Harper Collins
Pagine: 392
Anno pubblicazione: 2016

RECENSIONE: Questo thriller mi ha dato definitivamente la misura di quelli che sono i miei gusti letterari. Ho voluto leggerlo perchè sono sempre alla ricerca del thriller perfetto e probabilmente continuerò a farmi del male cercandolo ancora, ma mi sono anche resa conto che questo non è il mio genere. Non riesco ad comprendere le letture di puro intrattenimento, per quanto riferita al libro della Slaugheter la definizione possa risultare sinistra. In questo libro sono descritte sevizie, stupri e altre pratiche che la mia immaginazione si rifiuta di contemplare. Vi rassicuro: li seguo i fatti di cronaca, ma mi chiedo perchè infliggermi una lettura di questo tipo? E soprattutto dove mi porta? 
Non sono mai riuscita ad entrare in sintonia con i personaggi, le due sorelle protagoniste. E' andata un po' meglio con la figura del padre che cerca di scoprire cosa è accaduto alla figlia scomparsa. Questo libro però non è Amabili resti della Sebold, il dolore e la violenza non riescono mai a trascendere i fatti raccontati, a diventare qualcosa di superiore, di universale: la violenza resta violenza, ti permea di orrore, ma non ti porta a nessuna ulteriore riflessione. La cosa peggiore è stata che mentre leggevo mi si insinuava il sospetto che l'autrice mi rendesse un po' voyeur, un po' corresponsabile di quello che accadeva. Quello che viene fatto alla "belle" ragazze è talmente violento da suscitare nausea e disgusto. L'autrice, bisogna riconoscerlo, è un'abile professionista che padroneggia il genere e sa dosare perversione e colpi di scena, con maestria e volontariamente, superando la linea del buon gusto.
In tutto questo, se solo avessi trovato una frase, uno stato d'animo da fare mio e conservare, come dei primi thriller della Cornwell tanto tempo fa, nei quali avevo apprezzato il senso di cordoglio e di umana pietà per le vittime dei serial killer....ma no, niente. Un libro che non mi lascia nulla, se non il rendermi un po' più edotta riguardo agli snuff movie.
Non attribuisco alcuno voto e lo consiglio agli appassionati del genere, soprattutto se hanno lo stomaco forte. Quanto a me torno, come una moglie fedifraga e pentita, tra le pagine del mio Hakan Nesser che nello splendido "L'uomo che odiava i martedì" sapeva esprimere l'orrore senza mostrare una goccia di sangue, ma con la semplice frase "One woman, one hour". Certi libri non si dimenticano, altri si vogliono dimenticare al più presto. 
Lea

CONVERSATION

24 commenti:

  1. Uaoh! Io ammetto di non amare molto questa autrice, di cui ho letto un altro romanzo, e che spero di non incrociare più sulla mia via. Se davvero vuoi approcciarti ad un thriller che, però, non grondi sangue, il mio consiglio rimane, immutato nel tempo, "Scomparsa" di Chevy Stevens.
    Bacio grande <3

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    1. Scomparsa l' ho letto e mi è piaciuto molto.
      <3
      Un bacio lea

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  2. La violenza fine a se stessa e troppo esplicitata non piace neanche a me, ma allo stesso tempo credo che un thriller senza violenza non possa definirsi tale. A me personalmente piace molto il genere, non perché sia una persona morbosa, ma perché paradossalmente mi serve proprio per prendere le distanze dal mondo reale: ciò che leggo è finto, non succede nella realtà. Se vuoi provare qualcosa che unisca thriller a riflessione sociale e a simpatia ti consiglio la serie di Jussi Adler-Olsen con protagonista Carl Mork e la sua squadra (io adoro Assad). Il primo è La donna in gabbia, ma sono tranquillamente autoconclusivi.

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    1. Prendo nota del tuo suggerimento Nadia. Per quanto riguarda questo libro nel caso dovessi leggerlo fammi sapere la tua opinione. Sono curiosa!
      ;-)
      Lea

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  3. cara Lea, come sai, per me i tempi del truculento sono finiti alcuni anni fa. La violenza fine a se stessa infastidisce anche me e i personaggi della Slaughetr non mi hanno mai presa più di tanto (neanche ai vecchi tempi). Quindi ti capisco. Consoliamoci con Cormoran e Robin, in uscita fra meno di un mese!

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    1. Cormoran è tutta un'altra storia ;-)
      Una bella storia.
      Lea

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  4. Il thriller non è affatto il mio genere, quindi mi terrò ben volentieri lontano da questo romanzo.

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    1. Credo tu faccia bene! Dopo questo libro, quello della Diotallevi è come un balsamo.
      Ciao Cecilia.
      Lea

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  5. Cara la mia Lea, mi sono bastati i tuoi racconti vis à vis, in merito a questa lettura! Passo, grazie
    Ciao Socia!
    Bacci

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    1. Brrrrrr...non potrò mai scordare certe scene di questo libro.
      Lea

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  6. Cara Lea, ammetto che la trama mi ispirava, ma dopo aver letto la recensione lo eviterò per il mio bene.
    Questo tipo di violenza troppo Descrittiva e senza senso mi turba sempre moltissimo.
    Ecco perché non seguo neppure il telegiornale.
    Ci sono già passata e per notti intere ho avuto incubi.
    Meglio starne alla larga

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    1. Ciao, anche io mi aspettavo molto perché avevo letto tante recensioni positive. Evidentemente mi manca un po' di pelo sullo stomaco.
      Grazie di essere passata.
      Lea

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  7. No hai ragione Lea, la violenza proprio così cruda non è bello leggerla, almeno in questo frangente dobbiamo godere ed essere soddisfatti.
    Qualche thriller l'ho letto, anche ultimamente di molto molto ben congeniati senza scene così devastanti, molto psicologici ma assolutamente intriganti e godibili anche per una persona poco avvezza al genere, come Il prigioniero della notte o Il regista.
    Ma in realtà ce n'è uno che mi è rimasto dentro per giorni e giorni impedendomi di riuscire a leggere altro ed è Scomparsa della GRANDE Chevy Stevens.
    Questo qua di certo non lo leggo ;-)
    Bacio Frà

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  8. Ciao Cuore, anche a me Scomparsa e' piaciuto molto, ma nonostante raccontasse un fatto terribile lo faceva in modo piu' rispettoso. Ricordo ancora con un brivido che aveva chiamat la figlia Hope.
    Di questo libro potrò solo ricordare sbudellamenti e sevizie.
    Un caro saluto da Lea

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    1. Uh l'hai letto...fantastica Chevy!

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    2. Uh l'hai letto...fantastica Chevy!

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    3. Uh l'hai letto...fantastica Chevy!

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  9. Che dire!? Sono un'amante del genere e dei film horror quindi il macabro non dovrebbe spaventarmi ma a tutto c'è un limite.
    Non so, all'inizio questo romanzo mi chiamava, poi per forza di cose me ne sono allontanata. Avrò fatto bene?
    Bacio

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  10. Mi piacerebbe che tu lo leggessi per un confronto. Io amo gli horror e i film splatter se ironici...qui però non ho retto.
    Ciao da lea

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  11. Ciao Lea, mi piace molto la tua recensione, molto chiara e circonstanziata. Lucido pure il tuo giudizio ed apprezzo la tua decisione di non votare il libro.
    Mi fido di te (non ho mai avuto da pentirmene) e non approfondirò la conoscenza con la sig.ra Slaughter (anche perché il suo non è il mio genere).
    Grazie. Sempre preziosa.
    Ciao.
    Ivano

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    1. Grazie Ivano. I tuoi commenti sono un balsamo per la mia autostima. Fai bene a non leggere la Slaughter: esistono milioni di libri più belli! ;-)
      Un caro saluto da Lea

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  12. Appena ho cominciato a leggere la recensione sapevo che era tua.. E anche io mi sono detta.. i miei thriller perfetti erano i primi della cornwell.. più volte ce lo siamo detto.. ok allora depenno il libro dalla wish list. E vi leggo.. magari una ventina di recensioni alla volta ma ci sono. Siete forti.. due blogger quasi perfette .. un abbraccio

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  13. Appena ho cominciato a leggere la recensione sapevo che era tua.. E anche io mi sono detta.. i miei thriller perfetti erano i primi della cornwell.. più volte ce lo siamo detto.. ok allora depenno il libro dalla wish list. E vi leggo.. magari una ventina di recensioni alla volta ma ci sono. Siete forti.. due blogger quasi perfette .. un abbraccio

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    1. Sei troppo gentile Lidia! Lo avevi in wish list??? Guarda che poi non dormi per tre giorni! Solo ora inizio a togliermi di dosso il fastidio di alcune scene con budella ecc.
      Grazie per essere passata.
      un bacio da lea

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