La bambina numero otto - Kim van Alkemade







TitoloLa bambina numero otto
Autore Kim van Alkemade
Traduzione di: Sabina Terziani
Titolo originale - Orphan # 8
N° pagine -384
Data pubblicazione - 4 gennaio 2016
EditoreBookme
ISBN-13:  978-8851133849







TRAMA
 New York, Anni Cinquanta. Per Rachel, infermiera dalla vita regolare e solitaria, il passato è un buco nero dal quale è riuscita a fuggire per miracolo. Quando però incontra Mildred Solomon, anziana paziente senza più speranze di guarigione, d'un tratto qualcosa nel suo subconscio si slaccia, i ricordi rimossi tornano a galla, prendono il sopravvento. Perché Rachel e la Dottoressa Solomon, come la donna vuole essere chiamata, si sono già conosciute tanto tempo fa, quando Rachel non era ancora Rachel, ma solo la bambina numero otto, un'orfana di pochi anni affidata a un istituto nel Lower East Side di Manhattan. Ma chi è veramente la Dottoressa Solomon? La madre surrogata che si prendeva cura degli sfortunati orfani - unico raggio di luce nella tormentata esistenza della piccola Rachel - o una donna fredda e cinica, votata alle proprie ambizioni e pronta a tutto nel nome della scienza? Solo chiamando a raccolta i fantasmi della memoria Rachel potrà trovare le risposte di cui ha bisogno, e diventare finalmente padrona del proprio destino. Kim van Alkemade prende spunto da fatti realmente accaduti per mettere in scena un dramma sui temi dell'abbandono, del tradimento e del riscatto.

RECENSIONE
Non è stato facile leggere questo libro. Non perchè non sia bello o sia scritto male, anzi. Proprio la sua scrittura asciutta e diretta pone il lettore di fronte ad una realtà dura e dolorosa.
Kim van Alkemade, per costruire il suo romanzo, prende spunto da fatti realmente accaduti, dei quali è venuta a conoscenza durante alcune ricerche sul passato della sua famiglia: il nonno di Kim, Victor Berger (che nel romanzo ha il ruolo del migliore amico di Sam, fratello della protagonista) è cresciuto nell'orfanotrofio ebraico di New York dove la madre vedova lavorava come domestica. Per chi volesse approfondire le vicende reali, lascio il link alla pagina dell'autrice (in inglese) http://kimvanalkemade.com/truestories.html.
Il romanzo si snoda alternando le vicende di Rachel Rabinowitz bambina, nel 1919, ed adulta, nel 1954; mentre le vicende della Rachel bambina sono raccontate in terza persona, quelle di Rachel adulta sono narrate dalla sua voce. Questo alternarsi di voci mette il lettore in empatia con i sentimenti di una donna che si trova a riconsiderare tutto il suo passato sotto una luce diversa.
Rachel bambina, all'età di otto anni, a seguito di un evento tragico, rimane orfana di madre e viene abbandonata dal padre. Essendo di famiglia ebrea, viene consegnata all'orfanotrofio ebraico insieme al fratello maggiore, ma essendo troppo piccola per l'orfanotrofio, viene separata dal fratello, l'unico familiare che le rimane, e portata in un brefotrofio (dove venivano accolti i bambini più piccoli), con la promessa che sarebbe stata presto riunita al fratello e forse affidata ad una nuova famiglia. Da questo momento, per Rachel inizia un percorso che la vedrà usata come cavia per esperimenti medici sull'uso dei raggi X da parte di una dottoressa dall'apparenza dolce e materna, ma che in realtà ha a cuore solamente la propria affermazione professionale in un campo in cui le donne non erano considerate all'altezza, fatto questo che le farà mettere da parte qualsiasi scrupolo di coscienza a favore dell'approvazione di pratiche mediche rivoluzionare.
Scopriremo che i bambini sottoposti a questi esperimenti venivano identificati attraverso dei numeri, in modo da togliere loro l'identità ed evitare che un nome potesse in qualche modo risvegliare la coscienza dei medici che conducevano i loro esperimenti su corpicini che, insieme ad una famiglia, avevano perso ogni appartenenza ed il diritto ad essere considerati degni di rispetto.
Rachel adulta è un'infermiera apprezzata per la sua dedizione e scrupolosità; lavora in un ospizio, nel quale arriva una nuova paziente malata terminale, la dottoressa Mildred Solomon: la stessa dottoressa che molti anni prima si era "presa cura" di lei nel brefotrofio. Proprio questo evento scatena il fiume di ricordi di Rachel che inizia a ripercorrere la sua infanzia e a chiedersi se i ricordi che la legano a quella donna siano reali, se sia stata per lei un'amorevole benefattrice o una spietata aguzzina.
In questo alternarsi di ricordi e considerazioni, viviamo i molteplici abbandoni di Rachel da parte del fratello ed il suo sentirsi sempre inadeguata.
Viviamo soprattutto la sua lotta interiore, man mano che prende coscienza di quanto ha subìto e delle conseguenze a cui ciò ha portato, fino ad arrivare alla scelta finale: vendetta o perdono? 
Quanto dolore può sopportare l'animo umano? A quante prove può sopravvivere? E qual è il motore che fa rialzare una vittima, colpo dopo colpo?
La risposta che io mi sono data, leggendo questo libro, è: la speranza.
Rachel vive di speranze: la speranza di riunirsi al fratello, la speranza di ritrovare il padre, la speranza di riuscire a vivere la propria sessualità liberamente, senza dover scegliere se essere felici o socialmente accettati, e, da ultima, la speranza di essere riconosciuta come essere umano dalla sua carnefice e di sentire dalla sua voce una richiesta di perdono per il male inflitto.
Un bel libro, ben scritto e molto coinvolgente. Lo consiglio a chi ha curiosità di approfondire questo tipo di tematiche.
Io però, ora, mi dedicherò ad una lettura decisamente più leggera.
Buona lettura, Stefania

CONVERSATION

25 commenti:

  1. Mi piace!! ma capisco quando dici che bisogna alternarlo a letture più leggere...

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    1. Già! Questo è uno di quei libri che mi piace molto leggere, ma che mi lascia il cuore pesante, quindi cerco sempre di infilarli tra altre letture meno impegnative.
      Ciao, Stefania

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  2. E' un libro che ho letto con attenzione e con la voglia di arrivare fino in fondo, mi è piaciuto davvero!

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    1. Decisamente un gran bell'esordio, direi. Terrò sicuramente d'occhio quest'autrice.
      Stefania

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  3. Non sono nel momento adatto per leggere un libro così impegnativo emotivamente, ma me lo segno

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    1. Ciao Eli. Condizione indispensabile per questa lettura: essere pronti a contenere le emozioni, in primis la rabbia ed il senso di impotenza.
      Ciao da Stefi

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  4. Avevo sentito parlare di questo romanzo, ma questa è la prima recensione che leggo. Un libro forte, mi attira, ma allo stesso tempo mi fa paura. Lo leggerò sicuramente, magari al momento giusto. Grazie!
    Ciao :)

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  5. Grazie a te per essere passata! Il consiglio che mi sento di darti è decisamente di attendere il momento propizio!
    Baci, Stefi

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. ...ciò che più mi inquieta è che l'autrice prenda spunto da fatti reali. Non credo di potercela fare

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  8. Ciao Sib! Il fatto che sia ispirato a fatti reali in effetti è angosciante. Facciamo che se hai curiosità te lo racconto! Bacioni, Stefi

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Anche io sono come Sibylle...per me sono delle tematiche troppo forti. Gli esperimenti medici mi hanno sempre terrorizzata.
    Ho apprezzato la recensione!
    bacione da Lea

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  11. Lo so socia; per fortuna siamo in due e possiamo dividerci le letture.
    Baci baci da Stefi

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  12. Lettura difficile... come quando lessi Il bambino della casa numero 10. Anche quella è stata una lettura dura, forte ma che mi ha aiutato a capire. Prendo nota della tua interessante segnalazione. Magari più avanti.

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    1. Grazie del tuo commento. Il bambino della casa numero 10 non lo conosco. Me lo segno e tra qualche tempo lo valuterò. Ciao da Stefania

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  13. E' una lettura tosta e questo scaturisce con forza dalla tua recensione. Non ora ma lo leggerò, il cuore deve essere pronto per letture di questa portata. Ciao a presto

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    1. Ciao! Il cuore deve essere decisamente pronto ad accogliere questo genere di letture. Un abbraccio e grazie per i tuoi commenti.
      Stefania

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Mi ha incuriosito moltissimo la recensione. Lo aggiungo alla lista dei libri da leggere.

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    1. Sono felice di aver stuzzicato la tua curiosità.
      Baci, Stefania

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  15. Ciao Stefania.... è da qlke gg che tergiverso.... temo sempre che infine la curiosità abbia la meglio e mi porti a leggere di tematiche che non amo affrontare. Sono reduce da La Gemella Silenziosa..... già motivo di ansia x me. Nonostante la tua ottima ed esaustiva recensione, credo che non riuscirò a metterlo nella mia lista.
    Un saluto, Marina

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    1. Ciao Mari!
      Comprendo bene le tue motivazioni.
      Io ogmi tanto mi faccio tentare da queste letture, ma dopo devo necessariamente staccare con qualcosa di molto meno impegnativo.
      Bacioni, Stefi

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    2. Ciao Mari!
      Comprendo bene le tue motivazioni.
      Io ogmi tanto mi faccio tentare da queste letture, ma dopo devo necessariamente staccare con qualcosa di molto meno impegnativo.
      Bacioni, Stefi

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  16. Ciao Stefania.... è da qlke gg che tergiverso.... temo sempre che infine la curiosità abbia la meglio e mi porti a leggere di tematiche che non amo affrontare. Sono reduce da La Gemella Silenziosa..... già motivo di ansia x me. Nonostante la tua ottima ed esaustiva recensione, credo che non riuscirò a metterlo nella mia lista.
    Un saluto, Marina

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