La strana biblioteca - Haruki Murakami

Trama: Un ragazzo viene chiuso nel sotterraneo di una biblioteca da un malvagio vecchietto e un misterioso uomo-pecora lo obbliga a imparare a memoria tre tomi sulla tassazione nell'Impero ottomano: il surreale universo di Murakami Haruki come non lo avete mai visto. (e come speriamo di non vederlo più...aggiungo io)

Titolo: La strana biblioteca
Autore: Murakami Haruki
Anno pubblicazione: 2015
Collana: Supercoralli
pp. 88
Costo: € 15,00
ISBN 9788806225889

Innanzitutto, prima di scrivere altro, ringrazio Cristina per avermi regalato questo libro. Nessuno mi regala mai libri, perchè tutti temono che io li abbia già letti. Io invece ADORO RICERVERE LIBRI IN REGALO! Quindi "Grazie Cristina! sei stata veramente gentile e anche temeraria."
Come spesso accade a chi lavora nel settore libri, ho questo vezzo di comprare tutto quello che nel titolo abbia le parole libro, libreria, biblioteca e simili. Un vezzo che spesso mi fa prendere grandissime cantonate e più volte mi sono ripromessa di essere meno impulsiva e di ponderare meglio gli acquisti. Purtroppo questo racconto di Murakami si può, a mio avviso, inserire nella serie dei libri che dal titolo "evocano" e poi ti lasciano un po' frastornata a chiederti se è un capolavore che tu, nella tua beata ignoranza, non hai capito o se, come disse Fantozzi, "è una boiata pazzesca". Il re è nudo???? Murakami è uno scrittore di tutto rispetto, uno scrittore difficile e amato...e allora fa un po' paura esporsi e dire "non ci ho capito niente". Forse dovrei mettermi a computer e cercare il significato di storno, di uomo-pecora, soprattutto nei paesi orientali, particolarmente in Giappone. Forse dovrei fare delle ricerche sull'universo surreale di Murakami, forse dovrei rileggere "L'uccello che girava le viti del mondo" (che mi era pure piaciuto) e rifletterci sopra. No, un attimo. Mi ero dimenticata di avere da sempre questa strana convinzione, ossia che un libro deve poterti dire tutto il dicibile da solo, senza rimandare ad altro, senza richiedere conoscenze aggiuntive. Potranno poi esserci differenti livelli di lettura e di comprensione, le metafore ecc, ma un libro è un libro. Un vero libro è democratico nella sua essenza: è per tutti, parla a tutti. Questo libro mi ha parlato e mi ha detto  solo che sarebbe bello poter bere le spremute di cervello, per acquisire conoscenza. Ho sempre sognato di bere invece le spremute di libro, da quando sono piccola. Ci sono delle controindicazioni e a questo proposito l'albo illustrato di Oliver Jeffers "L'incredibile bimbo mangia libri" mi ha insegnato molto di più.

Di questo racconto tengo per me le illustrazioni di Lorenzo Ceccoti e  questo dialogo: 
"Volevo solo prendere in prestito un libro, ma se ora ha da fare, posso tornare..."
"No, no, no, non ho assolutamente da fare. Questo è il mio lavoro, ti cerco qualunque libro di cui tu abbia bisogno."

Comunque è un bottino interessante, comunque è stato tempo speso bene. E Cristina non si è offesa spero, tanto più che mi ha confessato che questo libro non l'ha capito neppure lei! Voto: 2






E ora sul comodino mi attende un libro di Sarah Waters. Vedremo.
Buon fine settimana lettori.

Lea



CONVERSATION

13 commenti:

  1. Confesso di avere anch'io parecchie difficoltà ad approcciare il mondo giapponese, che pur mi affascina, sia a livello libresco che cinematografico, mentre è il territorio preferito della mia dolce metà. Forse lui potrà darti delucidazioni in merito ai tuoi dubbi.
    Nel frattempo ti faccio i miei complimenti per la recensione.
    Baci socia,
    Stefania

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  2. Che velocità Stefi! Qui non si tratta temo di mondo giapponese o italiano, si tratta forse solo di un libro non molto ben riuscito. Te lo presto così mi dici. Massimo in un'ora l'hai letto.
    baci lea

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  3. Io ho lo stesso dubbio di Stefania che ha commentato sopra. Temo di avere difficoltà ad approcciarmi alla letteratura giapponese. Ho le "le quattro casalunghe di Tokio " e sono rimasta perplessa. Ho letto 1Q84 e la parte prima mi era piaciuta, il seguito mi ha lasciato perplessa. È come se nei due libri che ho letto la storia fosse un affresco immobile, non un evolversi. Non so, non riesco ad afferare la ragione delle mie perplessità.

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    1. Lo dico sottovoce, ma credo di avere la tua stessa difficoltà! ;-)
      E non solo con la letteratura giapponese, ma anche con quella sudamericana (indigestione presa durante gli anni '90), israeliana, araba, russa...
      Ma la vita è breve. Potremo decidere di leggere solo quello che ci piace? Io penso di sì.
      un saluto da lea

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  4. Un autore che mi riprometto sempre di leggere, ma che poi evito, forse anche per la paura di non capire il suo mondo e il suo stile. Però hai perfettamente ragione: un libro deve essere democratico e parlare a tutti. Sante parole!

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  5. Mi fa piacere che tu sia d'accordo! Grazie per essere passata di qui.
    Ciao da lea

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Lea, io con Murakami ho uno strano rapporto, Norwegian Wood e 1Q84 li ho trovati originali e un po' surreali come idee e in questo senso li ho apprezzati, ma lui è troppo ripetitivo, così che la singolarità se ne va a quel paese e ti passa la voglia anche di interpretare le parti più difficili. Così Kafka sulla spiaggia l'ho scambiato senza nemmeno leggerlo...

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  8. Ciao Cuore, Norwegian Wood l'ho amato, ma ero giovane come i suoi protagonisti (quasi). Con gli altri ho faticato e con questo penso che metterò Murakami in stand by.
    Un saluto da Lea

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  9. Tanto valeva stirare mi fa impazzire, hi hi hi!

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    1. ih ih ih...rende l'idea vero?
      baci lea

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  10. Lea, nemmeno a me regalano libri perchè "magari hai già questa copia" anche se ho una lista infinita ahahahahahahahah comunque, mentre tu sei compulsiva con certe parole nei titoli (per questo hai voluto anche tu il catalogo ikea???? XD), io adoro tutto ciò che è strano e questo libro è così palesemente particolare che sono settimane che lo punto (mi ha fermato solo il prezzo). Mi duole sentirti dire che non è poi così bello ma ci proverò comunque... prima o poi XD

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    1. Ma se è una questione di prezzo...te lo presto io. E poi mi saprai dire.
      ciao carissima

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